Siglato l’accordo d’intesa con l’Arabia Saudita per gli investimenti e la promozione della cultura Islamica

La notizia circola da tempo tra il sorrisino divertito di chi sospetta una burla alla napoletana e la contrapposta speranzosa attesa di chi auspica investimenti per risollevare la disastrata economia delle zone dell’interno isolano.
Adesso oltre alla notizia gira pure la copia dell’accordo col quale il soprintendente ai Beni culturali di Enna, Salvatore Gueli, i sindaci dei comuni di Valguarnera, Aidone e Piazza Armerina, nell’ordine Francesca Draià, Vincenzo Lacchiana e Filippo Miroddi, avrebbero sottoscritto l’Accordo per la costituzione del «King Salman Cultural and Architectural Islamic Arabic Center». Trattasi di un’intesa siglata a Enna l’8 maggio scorso con in calce le firme dei sindaci e i timbri dei tre comuni interessati che si propongono in uno con il governo dell’Arabia Saudita – rappresentato nella circostanza dal dott. Ahmed Saeed Badrais, segretario generale della Suprema Commissione per il Turismo e le Antichità – «la ricerca archeologica, storica e artistica della Sicilia in Età araba, nonché la promozione della Cultura Islamica tramite apposite iniziative atte a favorire la diffusione della conoscenza e della comprensione della Civiltà Islamica in Sicilia».
Il documento (che sembra incompleto, mancante della firma del rappresentante saudita e del Soprintendente di Enna, nonché privo dell’annunciato allegato con le linee programmatiche del progetto) prevede la costituzione di una Fondazione Culturale nelle cui casse sarà versata la cifra di 30 milioni di euro «per la fase iniziale dei lavori» distinti in tre stadi. Nel primo, oltre alla costituzione della fondazione, si prevedono una serie d’acquisizioni d’immobili per il successivo restauro, tra cui il Castello di Gresti e la moschea di Aidone. Nella seconda fase, tra le tante realizzazioni, spiccano le campagne di scavi archeologici, l’istituzione di un campus universitario e la «costruzione di una moderna moschea a Valguarnera (sarebbe la seconda d’Italia dopo quella di Roma)». Per la terza fase è indicata la costruzione e gestione di un moderno albergo di lusso, la trasformazione del campus in università privata, l’acquisizione di un campo fotovoltaico da 5 MW, la definizione dei ricavi delle molteplici attività e tanto e tanto altro ancora.
Per la supervisione delle opere in progetto è indicato il citato Ahmed Saeed Badrais con la direzione operativa del dott. Pierluigi Bonanno che ha all’attivo alcune pubblicazioni sull’archeologia del territorio valguarnerese.

Salvatore Di Vita