Arte e magia al saggio di fine anno del “Cigno Nero”

Quando si parla di arte si tenta di esprimersi con toni idonei perché tutti noi, essere umani, ci sentiamo piccoli di fronte a sua Maestà. Ma quando due espressioni artistiche si coniugano e si intersecano fino a diventarne un tutt’uno è pura magia! Tutto questo è avvenuto Sabato 4 Luglio alle ore 21 nell’accogliente location del cortile “Mazzini” che , per l’occasione, era gremito di gente accorsa per assistere al consueto Saggio di danza dell’Associazione Artistica “Il Cigno Nero” diretta dalla maestra Melissa Zuccalà. Ho utilizzato impropriamente il termine “consueto” perché lo spettacolo è stato puro esperimento artistico , un’esplosione di emozioni e di sensazioni che hanno scosso tutti i sensi dalla vista, all’udito, all’olfatto…Qualcuno disse che tra la danza e la scultura c’è una correlazione così stretta che si può affermare che la scultura fissa i diversi momenti danzanti. Su quel palco è successo l’opposto… la musica e i movimenti leggiadri delle ballerine hanno reso fluida la pittura. Il tema prescelto suscita sempre grande interesse e curiosità: l’evoluzione della donna nelle varie epoche storiche e, di conseguenza, artistiche. Lo spettacolo inizia con la rappresentazione dell’opulenza della donna egizia per passare alla forza della guerriera rappresentata metaforicamente con la sua spada. Spezza il rigore della musica classica, e fa scappare un sorriso di tenerezza , la sigla del famosissimo cartone animato “ Pollon” che accompagna le piccole dee. Tessuti leggeri, fluttuanti,color pastello per rappresentare la donna eterea del Botticelli. Corpi e tessuti si muovono insieme sprigionando quel tocco naturale di sensualità, insita nella natura femminile, rappresentata appieno da un’esile ballerina dai lunghi capelli mossi che fuoriesce da una conchiglia. Costumi essenziali che servono solo da contorno alla fisicità delle danzatrici. Spettacolo d’arte a tutto tondo… durante il ballo intrigante di corpi ricoperti solo da una lunga gonna nera, la nostra promettente artista Giuliana Barbano, di schiena, rigorosamente in nero, traccia su una tela, estemporaneamente, il ritratto della Gioconda. Tiziano viene “raccontato” da ballerine con il saio;niente di più misterioso…una tunica che nasconde il corpo vibrante della donna! Semplicemente deliziosi i cherubini presi in braccio dalle monache…quasi a consacrare la sacralità dell’essere devoti al bene. Si susseguono bellezza e morte,sessualità e crudeltà con la “Medusa” di Caravaggio per arrivare ai simboli dello splendore,gioia e prosperità rappresentati dalla celeberrima opera del Canova. Spezza l’armonia neoclassica l’angoscia di uno spirito tormentato che esplode in un grido liberatorio (L’Urlo). Trionfo di fruscii di tutù quando viene rappresentato il balletto Le Foyer De la Dance ,ispirato all’arte di Degas;affascinate immagine di ballerine tra le più popolari della cultura ottocentesca. Lo spettacolo si chiude con il volteggiare soave di farfalle…variopinte, delicate…perché la donna è anche così! La figura femminile è certamente in continua evoluzione ma la sua essenza è sempre eterna!

Stefania Avola