Lettera aperta di Pippo Oliveri sulla vicenda “Floristella”

Il 1° Maggio a FloristellaVALGUARNERA- Dopo la delibera di Giunta con la quale l’amministrazione comunale del Pd con a capo il sindaco, Francesca Draià, ha indicato (deciderà il consiglio comunale), la fuoriuscita dall’Ente Parco Minerario Floristella-Grottacalda, sulla vicenda è una continua levata di scudi a favore della permanenza a Floristella. <<Una scelta miope>> l’ha definita il parlamentare regionale, Antonio Venturino e di traverso si è messo anche, Giuseppe Maria Amato di Legambiente Sicilia. Nelle ultime ore sta suscitando interesse la lettera aperta, indirizzata a tutti i consiglieri comunali, dall’ingegnere, Pippo Oliveri, già assessore dei comuni di Valguarnera e di Piazza Armerina, che tra gli altri si rivolge anche al figlio Francesco, che siede tra i banchi della maggioranza del Pd.
Di seguito la lettera di Pippo Oliveri

LETTERA APERTA AI CONSIGLIERI COMUNALI DI VALGUARNERA CAROPEPE
Non so quali siano le reali motivazioni, o forse preferisco ignorarle, certo è che un Comune come Valguarnera non può abbandonare l’idea di un Parco Minerario come Floristella solo per risparmiare qualche euro.
Ritengo giusto che gli amministratori pro tempore di una comunità cerchino di risparmiare e quindi limitino le spese di un ente, ma ci sono spese e spese.
Non si può risparmiare sulla cultura e sulla storia ……
Quando a Winston Churchill chiesero di tagliare i fondi per la cultura al fine di destinare tutte le risorse della nazione allo sforzo bellico, Churchill rispose: “ma allora perché stiamo facendo la guerra!!”
Floristella rappresenta la storia di Valguarnera, forse gli attuali amministratori non sanno che Valguarnera grazie a Floristella ha potuto frenare la fortissima emorragia di emigrazione degli anni 60 che ha praticamente spopolato il nostro comune anche a seguito della chiusura della Miniera Spirito Santo.
Floristella ha permesso a più di 200 famiglie di vivere decorosamente nel proprio paese senza la necessità di dovere emigrare dagli anni sessanta agli anni 80 e successivamente grazie alle pensioni ha permesso e permette a molte famiglie di vivere a Valguarnera.
Era un lavoro duro e pericoloso, ma era l’unico lavoro disponibile, un lavoro che ha dato tanto, perché a differenza degli altri lavori, tutti gli operai già dagli anni 50 erano in regola con le contribuzioni ecco perché ancora oggi vi sono buone pensioni.
Negli anni 50-70 era l’unica fonte di lavoro che versava i contributi pensionistici per i valguarneresi.
Di tutti i Comuni che oggi fanno parte del Parco Minerario, Valguarnera è il Comune che in termini occupazionali ha avuto più di tutti.
Si e vero è un lavoro che ha lasciato il segno, in quasi tutte le famiglie valguarnesi c’é un parente che ha lavorato in miniera, e se qualche volta me lo scordo interviene la tosse di mio padre a ricordarmelo, o il dover parlare più forte perché ha i timpani perforati.
Quella tosse e quei timpani hanno permesso a me e a mia sorella di vivere e di studiare in Italia altrimenti anche io come quasi tutti i miei cugini ora sarei in Germania o in Belgio.
Valguarnera è fortemente legata al Parco Floristella, forse molti non sanno che l’idea del Parco partì proprio da Valguarnera con una manifestazione organizzata a Valguarnera dal Presidente dell’Arci dott. Valerio Caltagirone nel 1984.
In quella manifestazione si misero le basi per la creazione di un Parco minerario che avrebbe oltre a rivalutare un territorio altrimenti destinato al degrado creato grazie al potenziale turistico posti di lavoro.
Ultimamente è stato inserito nel circuito dei Geoparks, e questa è stato un grande passo in avanti, ma forse non tutti sanno cos’è un Geoparks.
Cosa non ha funzionato e perché il Parco oggi è visto distante dai Comuni fondatori?
Le amministrazioni che hanno seguito la creazione del Parco, quasi nessuna esclusa ha inteso la sua rappresentanza non come un modo per partecipare attivamente con membri capaci e specializzati nel settore ma come uno dei tanti posti di sottogoverno da assegnare di volta in volta o a qualche candidato non eletto o a logiche di spartizioni politiche.
La colpa é della prebenda che riceve il rappresentante del Comune, mi dicono sia attorno a 300-400 euro mensili.
Se i Comuni soci avessero continuato così come fu all’inizio, inviando membri in grado di fare progetti, interessati non alla prebenda ma allo sviluppo del nostro territorio, oggi il nostro Parco sarebbe una fonte di reddito per l’afflusso turistico che inevitabilmente avrebbe favorito i Comuni limitrofi, ma nonostante i Comuni soci da tempo non si interessano veramente, il Parco c’è e si vede.
Da alcuni anni un gruppo di ragazzi di Valguarnera organizza la festa dei lavoratori del 1 maggio
Forse qualcuno non c’è mai andato, vi invito ad andarci.
Un amministrazione pro tempore non può distruggere per pochi euro il sogno di molti cittadini di Valguarnera.
Un’altra amministrazione pro tempore decise di far uscire il nostro Comune dal Gal Rocca di Cerere, per pochi euro, il risultato è stato che mentre i cittadini dei Comuni che sono rimasti hanno ricevuto copiosi finanziamenti i cittadini di Valguarnera sono stati esclusi.
Un’amministrazione non può distruggere la speranza di crescita di un territorio, un amministrazione deve alimentare ed aiutare.
Rinunciare al ruolo gestionale di un Parco Minerario di questa importanza significa non comprendere assolutamente nulla delle dinamiche promozionali turistiche europee.
Un Europa che oggi per i nostri territori, poco industriali e tecnologici, punta tutto sul suo patrimonio storico e museale.
Il nostro Parco Minerario ha raggiunto un livello logistico e infrastrutturale senza rivali in tutto il Sud Italia, gli manca solo una cosa: un consiglio di amministrazione serio, valido e preparato in grado di affrontare le sfide del turismo internazionale.
Cosa dovrebbe fare un amministrazione che ha a cuore la storia della propria comunità e la possibilità di crescita occupazionale del proprio Comune, dovrebbe, se vuole limitare i costi, farsi promotore di azzerare i compensi dei membri dell’amministrazione del Parco, in questo modo chi entra come rappresentante di un Comune lo fa solo per prestigio e per impegno ed inoltre stabilire che i membri al di la del colore politico devono avere delle specifiche specializzazioni.
A mio figlio che è un consigliere comunale di maggioranza e a tutti gli altri consiglieri voglio dire che al di la della collocazione politica, vi sono atti amministrativi che per l’incidenza sociale, culturale e occupazionale del proprio paese, non possono essere votati solo per ordini di scuderia.
Vi sono atti che se non condivisi non vanno votati, anche se questo può significare l’uscita da un gruppo o da un partito.
Ci sono uomini e donne che per amore del proprio partito cambiano idea sul modo di governare la propria città, altri che cambiano partito per amore delle proprie idee.
Pippo Oliveri