Il Boccone del Povero pronto per la riattivazione del Poliambulatorio ma l’Asp cerca ancora un immobile in locazione

E’ diventata come la tela di Penelope la questione del poliambulatorio di Valguarnera che la mattina si tesse e la notte si disfa. Falliti infatti tutti gli appuntamenti che il sindaco Draià aveva annunciato in pompa magna e cioè che da li a poco tutto sarebbe tornato al loro posto e che sarebbe stato reso alla cittadinanza quanto dovuto. Famosa la data del 1 luglio termine ultimo dato per scontato, ma è passato anche questo. Purtroppo a distanza di quasi cento giorni dalla chiusura della struttura del “Sebastiano Arena”, tutto ancora tace. I locali del Boccone del Povero, affittati dall’Asp da quasi due mesi, per ospitare le branche specialistiche e i servizi amministrativi aspettano ancora di essere aperti al pubblico. E’ stata bandita una gara per scialbare e ripulire i locali, sono state installate le linee telefoniche, trasferiti tutti gli archivi dal vicino poliambulatorio e montato il montascale fornito dal Comune, sì fornito dal Comune, ma di apertura ancora non se ne parla. Qualche settimana fa il sindaco ci aveva riferito che quanto meno i servizi amministrativi sarebbero stati riaperti entro pochi giorni, invece nulla allo stato attuale. Abbiamo saputo solo da vie traverse, visto che l’Asp non risponde sull’argomento, che gli uffici amministrativi e Cup dovrebbero proprio riaprire a breve, mentre per le specialistiche non esiste allo stato alcun termine, ben che vada se ne parla dopo Ferragosto, considerato pure che siamo in periodo di ferie. Intanto però la gente, soprattutto persone anziane, continuano a girovagare tra Enna e Piazza Armerina con grossi disagi fisici e di natura economica. Quei pochi servizi che si trovano a Valguarnera nei locali dell’ex Polizia Municipale, oggi 118 e Guardia Medica, sono infatti di sola visita. Della questione a fine maggio se ne era occupato il comitato cittadino di Carlo Garofalo e Pippo Catalfamo, che a seguito di un’assemblea pubblica avevano scritto al Prefetto di Enna, alle massime istituzioni regionali, alla deputazione provinciale e inviato pure un esposto alla Procura della Repubblica di Enna. Ma nonostante ciò, i locali continuano a rimanere chiusi. Altro capitolo quello dei locali. L’Asp ha preso in affitto dal Boccone del Povero un immobile con circa 10 stanze, dotati di bagni e quant’altro, contratto stipulato per 14 mesi in tutto, cioè 7 mesi rinnovabili in altri 7, ma da giorni a Valguarnera è affisso un manifesto dell’Asp, a firma del manager Giovanna Fidelio, col quale si intende effettuare una indagine di mercato per la ricerca di un immobile in locazione da adibire a sede temporanea dei servizi sanitari e amministrativi. E fissa anche un termine il 5 settembre per chi avesse locali idonei da offrire. Tutto ciò è sottinteso, per sopperire alla mancanza di nuovi locali, non appena scadrà il contratto con il Boccone del Povero, contratto a quanto sembra difficilmente rinnovabile. Ma quello che molti si chiedono e resta incomprensibile, che fine farà la struttura del “Sebastiano Arena”? Perché in questi 14 mesi non si cerca di renderla pienamente agibile o quanto meno il solo piano terra, per ospitare tutte le specialistiche, in attesa della completa ristrutturazione? C’è forse in tutta la provincia una struttura migliore di questa? Occorrono davvero, come si dice, 500-600 mila euro, per renderlo pienamente funzionale? Sarebbe interessante avere una risposta ufficiale. Riportiamo a margine una dichiarazione del comitato cittadino a firma di Carlo Garofalo: “Non sono assolutamente stupito del fatto che oggi il Poliambulatorio non ha riaperto i battenti con tutti i servizi erogati nei nuovi locali presi in affitto dal Boccone del Povero. C’era forse troppo ottimismo nella data fissata dall’ASP e tanto propagandata, anche con tanta enfasi, da parte del Sindaco, tanto da far sorgere qualche sospetto. Ricordo a tutti che la data del 1° luglio fissata per la riapertura del Poliambulatorio fu comunicata a mezzo stampa all’indomani della riuscitissima assemblea pubblica indetta dal Comitato cittadino e alla quale parteciparono centinaia di cittadini e movimenti e forze politiche. Volevano forse far desistere l’opinione pubblica, in quanto il problema era risolto? si interroga Garofalo. “Fin dal primo momento- continua- siamo stati scettici, lo siamo ancora di più oggi, alla luce che nulla è fatto e nulla sarà fatto a brevissimo tempo. La cosa che più ci stupisce è l’indifferenza di quanti sono stati investiti del problema, ad iniziare dalle Istituzioni, Presidenza Regione, Assessorato Sanità, ASP, Sindaco e Organi della Magistratura. Nessun riscontro da parte loro, come se il problema non gli appartiene, tranne una breve nota della Prefettura che con lettere del 21/06/2016 ci comunicava, a seguito di ns. richiesta di incontro, che l’ASP aveva rassicurato il Prefetto “della prossima riattivazione del poliambulatorio e dei relativi servizi sanitari erogati”. Saremo vigili e invitiamo la gente a non mollare- conclude Garofalo- Difendiamo il diritto alla salute e il diritto ad essere curati.”

Rino Caltagirone