Centro Islamico. “Apertura sì ma con cautela”, i suggerimenti di Laura Silvia Battaglia e di Enzo Barnabà

Valguarnera.com ha chiesto a Laura Silvia Battaglia, premio Cutuli e una delle maggiori specialiste italiane del mondo islamico, cosa pensi della progetto saudita relativo alla creazione di un Centro islamico che promuova la ricerca e la conoscenza della Sicilia in età araba. Laura Silvia Battaglia, catanese, è docente presso l’Università Cattolica di Milano, vive tra l’Italia e lo Yemen ed è ricercatrice per la Fondazione Oasis su “Dialogo Islam-Cristianesimo” (vedi, tra l’altro: http://www.lettera43.it/autore/laura-silvia-battaglia_43675649.htm). Ecco cosa  ci ha risposto:

 “Lì dove lo Stato e le istituzioni locali latitano, ben vengano gli investimenti privati e stranieri. Ne sono certamente convinta ed è un discorso che vale soprattutto per il patrimonio architettonico e culturale, quando esso venga dimenticato. È innegabile il vuoto di interesse ed istituzionale, ad esempio, per il patrimonio culturale e archeologico siciliano, soprattutto in centri minori, che si rifà alla grande cultura araba, presente nella nostra isola in tempi di grande ricchezza economica e intellettuale.

Mi permetto solo di sottolineare che, allo stesso tempo, ciò può offrire una via legale a progetti di “riconquista” dell’area araba mediterranea da parte di un Islam che nulla ha a che vedere con quello tradizionale, storico, e del passato della nostra isola e che, in alcuni casi, non ha interesse per il dialogo culturale e religioso, ma punta invece alla promozione della sua visione del mondo e alla diffusione dell’Islam wahabita.

É una riflessione che deve essere fatta a livello istituzionale, privilegiando con chiarezza, insieme agli interlocutori prescelti, una cultura del dialogo che appartiene alla nostra realtà Mediterranea e la promuova in modo effettivo, senza pregiudizi nei confronti degli investitori, ma anche senza superficialità rispetto agli stessi”.

Abbiamo successivamente chiesto allo scrittore e storico Enzo Barnabà, responsabile culturale del sito, di commentare la dichiarazione di Laura Silvia Battaglia:

“Sono parole sagge, intrise di apertura al dialogo e di cautela, che non possono che essere sottoscritte. Si tratta piuttosto di tradurle in pratica. Direi che il documento dei sauditi vada considerato come il punto di vista di una delle due parti, alla quale la controparte rappresentata dai tre comuni deve avanzare il proprio punto di vista. In particolare:

  1. La moschea. A causa della sua grandezza (la seconda d’Italia) nulla avrebbe a che vedere con le dichiarate finalità di studio del passato né con le legittime esigenze di culto della piccola comunità musulmana presente in zona o degli eventuali futuri turisti arabi. Si tratta piuttosto di un tentativo di marcare il territorio. I cristiani lo hanno fatto in passato (si veda, tra i mille esempi, la cattedrale Notre Dame d’Afrique che domina la città di Algeri), ma si trattava di un’epoca coloniale che non deve tornare sotto alcuna forma, né quella delle armi, né quella del denaro. Il via libera va dunque dato a una moschea di più modeste proporzioni che non apporti modifiche al nostro paesaggio.
  2. Le attività culturali del Centro, tutte condivisibili, non devono allontanarsi da finalità e metodologie rigorosamente scientifiche. A garanzia, è necessario che a dirigerlo venga nominato un medievista specializzato in storia siciliana, designato da un’Università italiana, possibilmente, isolana.
  3. Occorre una valutazione approfondita delle attività economiche formulando proposte che ottimizzino il loro impatto positivo sul territorio. Bisogna anche richiedere chiarimenti su punti che restano nel vago, quali il restauro di presunte moschee.

Il sindaco di Valguarnera sa bene che il nome originario del comune è quello di Cariat Habibi, che ha il poetico significato di “Paese del mio amato”. Nessuna chiusura preconcetta, quindi, ma nessuna apertura acritica a un evidente progetto di “riconquista” della nostra zona. Dialoghiamo, ma teniamo la guardia ben alta!”.

Valguarnera.com si augura che i tre sindaci elaborino una strategia comune e valutino con attenzione le considerazioni di Laura Silvia Battaglia e di Enzo Barnabà.