LEZIONI DI CARRAPIPANO – LETTERA AL SINDACO

… Quando nell’XI° secolo, i galloitalici giunsero in Sicilia provenienti dal Nord Italia, il nostro paese non esisteva ancora, né da essi venne fondato o ripopolato (come avvenne per Piazza Armerina, Nicosia, Aidone, Sperlinga, San Fratello, ecc); vi era un feudo con annesso casale i cui pochi abitanti probabilmente parlavano un dialetto di tipo assorino. Quando, cinque secoli dopo, i Valguarnera ottennero lo jus populandi, il paese ebbe varie fasi di crescita tumultuosa dovuta all’afflusso di manodopera dai paesi vicini, prima (in particolare nel XVII° secolo) per la coltivazione del grano e poi (in particolare nel XIX° secolo) per lo zolfo. Credo sia legittimo ipotizzare che il siciliano parlato nel feudo sia stato “storpiato” (ossia, pronunciato sulla base delle proprie abitudini fonetiche) dai nuovi arrivati provenienti in buona parte dai paesi limitrofi. Da qui, la fonologia tipica del valguarnerese alla quale i piazzesi e gli aidonesi hanno contribuito con la vocale delle quale abbiamo detto e che non ha di certo modificato la natura siculo-centrale della nostra parlata…
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