I Carabinieri sollecitano i lavori dei fabbricati pericolanti

Sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri del luogo i fabbricati pericolanti del centro storico per i quali il sindaco Francesca Draià ne ha ordinato il ripristino entro i termini previsti dalla legge. Si tratta in tutto di una decina, che gravitano come detto nel cuore del centro storico di Valguarnera, da piazza Colaianni a salire sino a via Sebastiano Arena, compreso via Crispi e via Vizzini nelle quali arterie da mesi è stato interdetto il traffico cittadino. I carabinieri infatti hanno monitorato tutti i fabbricati in oggetto, invitando i proprietari ad adempiere al più presto possibile all’ordinanza emessa dal sindaco per scongiurare pericoli di caduta massi che potrebbero compromettere la pubblica incolumità e per consentire l’apertura delle strade, laddove sono chiuse. In particolare sotto l’occhio del ciclone è stata nei giorni scorsi via Vizzini, arteria di intenso traffico veicolare, essendo la parallela di via Matteotti, che conduce alla scuola Don Bosco e nella parte alta del paese. A tale riguardo il gruppo politico di opposizione “L’Altra Voce” recentemente ha presentato una interpellanza al sindaco per sollecitarne l’apertura. E a proposito di via Vizzini gli stessi carabinieri hanno comunicato che proprio stamane i proprietari del fabbricato che ricade su piazza Lanza, hanno presentato al Comune il progetto di ristrutturazione che riguarda la messa in sicurezza dei cornicioni e dei tetti, per cui a giorni saranno avviati i lavori di ripristino che dovrebbero consentire nel giro di qualche settimana l’apertura della strada. I carabinieri inoltre hanno comunicato che nei prossimi giorni, a seguito di segnalazioni pervenute dagli abitanti della zona, avranno un incontro con i tecnici di Acqua Enna per conoscere come e quando interverranno nel serbatoio idrico che si trova alle spalle di via Sebastiano Arena, nella cosiddetta “Vasca” per intenderci, le cui colonne sono da tempo discrostate dal cemento e col ferro arrugginito, il cui stato potrebbe costituire pericolo per la pubblica incolumità.

Rino Caltagirone