Incontro M5S e cittadini sul reddito di cittadinanza. Ecco com’è andata…

Ieri mattina presso la sede cittadina del Movimento 5 Stelle si è tenuta una conferenza dal tema: “Incontro sul reddito di cittadinanza. Dopo la fine del Polo tessile nessuno dei lavoratori deve rimanere indietro”. Relatrici dell’incontro sono stati la senatrice del M5S e prima firmataria del Ddl sul Reddito di cittadinanza, Nunzia Catalfo e l’avvocato Cinzia Amato consigliere comunale ad Enna e specializzata in diritto del lavoro. La senatrice Catalfo ha incentrato il suo intervento sul Reddito di cittadinanza, mentre l’avvocato Cinzia Amato ha parlato delle riforme del lavoro che si sono susseguite in questi anni, sottolineando le drastiche sottrazioni di diritti subite dai lavoratori. Il simposio ha preso spunto dalla crisi e dalla conseguente scomparsa del polo tessile valguarnerese, che negli anni ’90 dava lavoro a circa 500 operai impiegati in 5 opifici tessili. Un crollo occupazionale che ha determinato un trend demografico negativo, a seguito della partenza di decine e decine di famiglie rimaste senza lavoro. A precedere l’intervento delle due relatrici è stato quello del professore valguarnerese, Mario Alberti, esperto in simulazioni di scenari all’Institute of Lifelong and Interactive Didactis in Slovenia e autori di studi previsionali sulla popolazione. Mario Alberti, oltre a certificare con dati demografici e storici la crisi economica del settore tessile valguarnerese e non solo, ha parlato di possibili soluzioni, proponendo alla senatrice Catalfo la creazione della cosiddetta “zona franca”, anche per il territorio valguarnerese che soffre anche di carenze infrastrutturali che penalizzano fortemente chi vuole fare azienda non solo nel settore tessile. La senatrice Catalfo, nell’esporre il Ddl sul Reddito di cittadinanza ha sottolineato: <<Il reddito di cittadinanza da solo non risolve il problema dell’Italia, ma fa parte di un progetto più articolato >>. La senatrice ha citato cifre (14,9 miliardi per attivarlo) e per coinvolgere 2 milioni 750 mila famiglie, in prevalenza residenti al Sud ed in particolare modo in Sicilia. Un Ddl esposto con dovizia di particolari che, secondo la sua prima firmataria, <<rappresenta una rivoluzione di quelle che sono le basi del welfare italiano>>.

Arcangelo Santamaria