All’opposizione, l’emergenza rifiuti non convince.

Ancora polemiche e non poteva essere diversamente sulla gestione del servizio rifiuti operata dall’amministrazione comunale targata Draià. Al gruppo di minoranza l’Altra Voce, l’emergenza consumatasi le settimane scorse non va proprio giù, non va soprattutto il modo con cui essa è stata gestita, senza il coinvolgimento del consiglio comunale. “Non siamo mai stati messi in condizioni di comprendere la gestione del servizio di raccolta e smaltimento- dichiara in un documento il gruppo di minoranza-. Il servizio è stato gestito in autonomia tra il sindaco e i funzionari dell’Ente senza aver svolto alcun atto concreto per riportare alla normalità la gestione- accusano i 5 consiglieri Speranza, Arcuria, Profeta, Dragà e Forte.” Come si ricorderà dal 1 giugno dopo che è scaduto il contratto di noleggio dei mezzi con una ditta dell’ennese, il paese per 5 giorni è rimasto sepolto da quintali di spazzatura non avendo l’Ato rifiuti messo a disposizione i loro mezzi, nonostante le numerose sollecitazioni del sindaco. C’erano in giro solo gli operai adibiti allo spazzamento, ma di mezzi per lo smaltimento neanche l’ombra. Ciò causò in paese allarme, visto le alte temperature di quei giorni. Solo dopo di tutto ciò “in nome dell’emergenza- scrive l’opposizione- sono state individuate le ditte per fornire gli automezzi e per espletare il servizio, in nome dell’emergenza sono stati effettuati acquisti di attrezzature, puntualmente non utilizzate e quindi non urgenti”. Su questo argomento il gruppo ha richiamato un loro documento che è parte integrante della delibera n. 80 del giugno 2016, “laddove si evidenzia l’errore politico-amministrativo compiuto dalla Giunta nel revocare l’atto amministrativo della precedente amministrazione che aveva approvato il piano d’intervento e costituito l’Aro, approvato con decreto del direttore generale del dipartimento Acqua e rifiuti”. Per l’opposizione in sostanza, si tratterebbe di fatti che si ripetono ciclicamente.  In quel documento infatti datato 27 giugno,  l’Altra Voce segnalava le parecchie ordinanze emesse dal sindaco (3 febbraio, 4 aprile, 4 maggio e 3 giugno)  in cui dichiarava lo stato di emergenza, prima di conferire a una ditta esterna il servizio di trasporto e conferimento dei rifiuti in discarica e il servizio ad altra ditta della fornitura di carburante. “Gestire questo servizio –chiosano adesso- senza programmarne la tipologia e il conseguente costo e senza aver coinvolto il Consiglio Comunale comporta una grande responsabilità politica continuando ad escludere la minoranza dalle decisioni di merito ed escluderlo da tali decisioni è stato un atto di prevaricazione e ignoranza amministrativa”. Le critiche sicuramente non si sprecano e coinvolgono anche il presidente del consiglio Scozzarella al quale la minoranza dedica un capitolo a parte. “Al presidente del consiglio diciamo senza remore  che il modo di gestire la sua funzione, a nostro avviso, non garantisce al nostro gruppo di svolgere il ruolo che ci viene assegnato dalla legge e dai regolamenti comunali e per questo nei prossimi giorni valuteremo l’assunzione di iniziative politiche da consumare all’interno di questa sede istituzionale.” Infatti non a caso, sono in molti a scommettere, che possa essere presentata nei suoi confronti una mozione di sfiducia. A tal riguardo il capogruppo Speranza afferma in una nota a parte che “l’attuale presidenza non sia più rappresentativa dell’intero consiglio, gravi sono le inadempienze registrate nel corso di questi due anni che non hanno mai garantito l’intero consiglio comunale”.

Rino Caltagirone