Il Comitato Cittadino chiede chiarimenti sulla chiusura della casetta dell’acqua

Il Comitato cittadino di Valguarnera, presieduto da Giuseppe Catalfamo, ha scritto al sindaco Francesca Draià, chiedendo chiarimenti in merito alla raccolta dei rifiuti e alla chiusura della Casetta dell’acqua.  <<Di recente siamo venuti a conoscenza che il Comune di Valguarnera con la determina n.396 del 23 giugno 2017- dice il presidente Catalfamo- ha speso la somma di 14mila 310,60 euro  per l’acquisto di cassonetti necessari per la raccolta differenziata dei rifiuti; acquisto avvenuto il 26 novembre 2016. Purtroppo, ad oggi, il sistema virtuoso della raccolta differenziata dei rifiuti, nel nostro paese non è ancora partito>>. Il comitato cittadino chiede chiarimenti anche sui costi. << Pare che il nuovo affidamento ad una ditta privata della gestione dei rifiuti avrebbe fatto lievitare i costi giornalieri per il noleggio degli automezzi. Il mancato avvio della raccolta differenziata- aggiunge Catalfamo- e l’aumento (se  confermato dal sindaco), dei costi di noleggio degli automezzi per la raccolta degli R.S.U., ci fa temere un conseguente e prossimo aumento della bolletta Tarsu>>. Il comitato cittadino tramite una risposta scritta, chiede a Francesca Draià rassicurazioni circa il mantenimento dei costi del servizio per l’anno in corso simile a quello dell’anno precedente e <<saremmo ben lieti- afferma Catalfamo- che ci venissero forniti i dati della differenziata mese per mese dall’agosto del 2016 ad oggi, data in cui eravamo obbligati ad iniziare la differenziata in virtù della ben nota Ordinanza del Presidente della Regione e se il mancato raggiungimento degli obiettivi ha comportato per il nostro comune l’applicazione di penali>>. Per quanto riguarda, invece, la chiusura della Casetta dell’acqua, sita in piazza Barbarino, tramite l’avvenuta rescissione del contratto con la ditta che ne gestiva il servizio, il comitato dice:<< Decine e decine di famiglie valguarneresi, dal 2013 usufruivano di questo comodo ed economico servizio. Un servizio utile per attingere acqua potabile e altrettanto utile per il risparmio del consumo di bottiglie di plastica. Ad oggi, molte famiglie sono tornate alle fontanelle pubbliche per rifornirsi del prezioso liquido, nonostante campeggi la dicitura “Acqua non potabile”. Occorre tutelare la salute  pubblica e per questo abbiamo chiesto al sindaco di rendere pubbliche le analisi chimico-batteriologiche delle fonti d’acqua ricadenti nel nostro territorio o di facile accesso ai nostri concittadini. Non volendo entrare nel merito del contenzioso tra il nostro Comune e la ditta che gestiva la Casetta dell’acqua di piazza Barbarino, ci preme sottolineare- conclude Catalfamo- che sarebbe opportuno cercare quanto prima nuove soluzioni che consentano la riapertura della “Casetta dell’acqua” ed il ripristino di questo servizio anche tramite affidamento ad altra ditta, magari copiando altri Comuni un po’ più virtuosi del nostro>>.

Arcangelo Santamaria