Dal dottore Mario Bruno, riceviamo e pubblichiamo

Due anni fa portando a termine il mio ultimo mandato da consigliere comunale, decisi di non ricandidarmi più e lasciare la politica dopo tantissimi anni di impegno, credendo fortemente nel rinnovamento della politica. Ho sperato di vedere in azione una nuova classe dirigente ma ho assistito, con sconforto e sgomento, al ritorno di un clima politico e sociale lontano da tutto quello che speravo per la nostra Città. Abbiamo atteso a lungo, abbiamo pazientato e spesso abbiamo pure provato a capire le ragioni di tanta confusione amministrativa. Cercando sempre di confrontarci politicamente con serietà e rispetto non facendo mancare mai l’eleganza che contraddistingue l’uomo politico dall’uomo fazioso. Innanzi al declino della partecipazione politica nella nostra città, sono emerse nuove forme di partecipazione e di impegno politico che ci hanno trascinato nell’incertezza e nella gestione approssimata della cosa pubblica. Dove apparire è la regola e amministrare la comunità è diventato solo sfoggio di potere. Tanti sarebbero gli errori e le occasioni perse da questa amministrazione. Non basta però oggi, tracciando un bilancio sul loro operato, rinchiudersi nell’enumerazione degli errori, dei fatti gravi, degli atti di arroganza politica. Si tratterebbe di un facile ma sterile esercizio: l’altra faccia del propagandistico modo di cui si sono resi celebri e adesso anche a tratti insopportabili alla comunità. Ma su tutti, da ex consigliere comunale e soprattutto per i valori che mi hanno legato per tanti anni a quell’aula, sento il dovere di condannare da uomo libero e da cittadino pensante lo svolgimento dei lavori dell’ultimo consiglio comunale. Stigmatizzo gli attacchi gratuiti e faziosi rivolti all’ex architetto Nicolò Mazza ricevuti da parte della maggioranza che, povera di argomentazioni valide e costruttive per la città, utilizza gli scranni del consiglio comunale per screditare il lavoro di chi ogni giorno è stato vicino ai cittadini e si è occupato dei veri problemi della nostra città. Un professionista serio che anche in altre realtà ha dato continua prova della propria capacità per il bene della cosa pubblica. In consiglio comunale si è vista una pubblica farsa, l’ennesima, la pagina più brutta dell’intera storia delle nostre istituzioni. Un sindaco che anziché vedere il bluff della sua maggioranza e dire “io sono stata eletta dai cittadini e a loro voglio dare delle risposte sul problema dei migranti” partecipa all’improvvisato tribunale messo in scena per colpire sempre gli altri e scrollarsi di dosso le eventuali responsabilità. Il tutto davanti a moltissimi concittadini, coi consiglieri di opposizione in aula a dialogare con un pubblico attonito e stanco. Tanto a chi importa più di Valguarnera e del bene comune, a chi importa più della dignità politica delle istituzioni? Quel che conta è la propria poltrona, da cui non ci si deve staccare mai, neanche davanti all’evidenza della propria inesistenza politica e della propria inadeguatezza. Un altro stile ci saremmo aspettati da chi ricopre un ruolo istituzionale così alto, che richiede equilibrio e rispetto per il bene dell’intera città. Anche stavolta però Valguarnera non si farà incantare da sedicenti ‘tribuni’ di turno; non si farà contagiare da chi semina odio; da chi manifesta soltanto abilità per distruggere e dividere la città; da chi non ha il minimo rispetto delle istituzioni democratiche di questo paese.

Dott. Mario Bruno