Cerimonia di intitolazione della Villa Comunale “Gen. Tomaso Lomonaco”

«Un medico fra gli aviatori», è il titolo di una pagina biografica ma è anche un inciso di senso compiuto che spiega e racchiude il significato di una vita spesa al servizio della medicina aerospaziale. Il medico, è il generale Tomaso Lomonaco. Gli aviatori, sono quelli dell’Aeronautica militare italiana a cui il luminare valguarnerese appartenne e con cui sviluppò tutte le sue capacità cliniche e di ricercatore nel campo della fisiologia umana per il volo ad alta quota.

Tomaso Lomonaco, molto celebrato negli ambienti scientifici e dell’Aeronautica, ha oggi riconosciuti nella natìa Valguarnera gli onori che merita, grazie alla giornata commemorativa e all’intitolazione di un giardino comunale, decisi dall’Amministrazione e dal sindaco Francesca Draià, alla presenza degli ufficiali dell’Arma aerea con cui è stata concertata l’iniziativa.

Già nel 1993, a neanche un anno dalla morte, il Kiwanis Club gli aveva conferito a Enna il Premio Euno. Poi nel 2008 l’Aeronautica, lungi dal dimenticare il suo Generale, gli intitolò un intero padiglione dell’aeroporto militare di Pratica di Mare. Adesso giungono questi riconoscimenti nella sala consiliare dove, nel caldo pomeriggio agostano, hanno presenziato con i cittadini e le numerose autorità: la figlia Roberta col marito, venuti appositamente dal Veneto dove risiedono, i numerosi nipoti e parenti del generale Lomonaco, il colonnello Federico Fedele comandante del 41° Stormo di stanza a Sigonella, il tenente colonnello medico Paola Verde, una nutrita rappresentanza dell’Aeronautica, il presidente del consiglio Enrico Scozzarella con numerosi consiglieri comunali, la giunta al completo.

 

È toccato a Marcella Tuttobene, nipote di Tomaso, tracciare un breve profilo di famiglia e coordinare gli interventi, iniziando da quello istituzionale del sindaco Draià che ha rivendicato «da giovane ragazza di 34 anni, la fierezza d’aver presentato ai valguarneresi la figura e l’esempio del generale Lomonaco a cui da oggi è intitolata una villa comunale». Il colonnello Fedele che ha ricordato la figura di precursore del Generale, ponendo poi l’accento sul ruolo dell’Arma aerea «per la difesa dei cieli nazionali e le altre attività d’istituto, ringraziando al contempo il Sindaco per aver voluto questa intitolazione a un ufficiale dell’Aeronautica».

Momento culminante della serata, la conferenza del tenente colonnello Paola Verde, anche lei medico ed epigona di Lomonaco nel Corpo Sanitario Aeronautico. Verde ha commentato con passione i trascorsi pionieristici dello scienziato e della medicina aerospaziale, mostrando tra le tante slide un raro filmato del 1936 in cui si vede il Generale che  impartisce disposizioni a un pilota in procinto di sperimentare un’originale camera a depressione da lui ideata.

«Quando John Glenn (l’astronauta statunitense, ndr) venne a pranzo a casa nostra ero ancora molto giovane – dice la figlia Roberta – capivo di qualcosa di molto importante, ma mi resi pienamente conto più tardi con la maturità».

È gioviale e simpatica, un po’ smarrita per il gran caldo ed il clamore attorno a lei, ma è felice per gli onori tributati a suo padre e ringrazia tutti di vivo cuore.

Un corteo si è poi incamminato verso il civico 129 della via Treves per scoprire una targa commemorativa nella casa di famiglia dove nacque Tomaso Lomonaco. Infine nella «Villa comunale Gen. Tomaso Lomonaco», al suono dell’inno nazionale intonato dalla banda musicale S. Cecilia, è stata scoperta l’intitolazione toponomastica. Un percorso fotografico all’interno della villa e uno stand dell’Aeronautica militare hanno impreziosito quest’ultimo momento della manifestazione.

 

(Foto Tanino Barbagallo)

 

Salvatore Di Vita

Tomaso Lomonaco nacque a Valguarnera Caropepe (En) nel 1901 da Alfonso e Maria Liuzzo. Dopo la laurea in medicina nel ’24 fece il servizio di leva come ufficiale medico negli Alpini, ma il suo nome resta legato alle successive esperienze compiute nell’Aeronautica, divenuta nel frattempo forza armata indipendente. L’innovazione concettuale introdotta da Lomonaco fu quella che il pilota d’aereo (e successivamente l’astronauta) doveva essere ben consapevole delle condizioni del proprio organismo durante il volo, delle sollecitazioni cui viene sottoposto e delle tecniche da utilizzare per prevenire o attenuare i disturbi che ne derivano. E su questo assunto basò il suo studio e la sperimentazione scientifica che gli valgono ancora oggi il grato riconoscimento di quanti si occupano di medicina aeronautica. Tomaso Lomonaco si congedò col grado di tenente generale nel 1966 per raggiunti limiti d’età, ma non cessò la sua attività di scienziato e docente, partecipando a convegni e dedicandosi alla pubblicistica specializzata. Si spense infine a Roma alla veneranda età di 91 anni.