L’Altra Voce invita i propri consiglieri a non partecipare ad incontri ufficiali con i candidati regionali

Dopo la scelta del consigliere comunale del movimento “L’Altra Voce”, Concetta Dragà di aderire spontaneamente ad un partito politico, nel caso specifico Forza Italia, il direttivo valguarnerese il cui portavoce è Gabriele Leanza, detta alcune regole invitando gli aderenti, a non partecipare in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organi regionali ad incontri ufficiali con i candidati. I motivi principali per i quali è stata presa questa decisione, oltre all’abbandono della Dragà, (che per “l’Altra Voce” non è più compatibile con l’organizzazione del movimento), è il fatto che durante questa campagna elettorale sono stati registrati comportamenti non corretti da parte di candidati alla Regione. “Non abbiamo visto –spiega in una nota Gabriele Leanza- nessun rappresentante politico interessarsi delle problematiche del nostro territorio e il ruolo marginale di questa Amministrazione nel contesto provinciale isola ancora di più la nostra comunità. Oggi, in occasione della campagna elettorale, registriamo un comportamento non corretto da parte di alcuni candidati che ritengono di interloquire individualmente con i consiglieri comunali e i componenti del nostro Movimento; tale atteggiamento, oltre a non essere eticamente corretto, rischia di snaturare la funzione politica per la quale ci siamo presentati al giudizio degli elettori nelle passate elezioni”. Il movimento, che ha partecipato nel maggio 2015 con una lista civica alla corsa per primo cittadino con Sebo Leanza, contava prima dell’approdo della Dragà a FI, 5 consiglieri che hanno svolto il ruolo di oppositori. Bisognerà capire adesso se la Dragà in Consiglio Comunale agirà autonomamente o in sinergia con gli ex partners. La decisione del Movimento di mettere alcuni paletti è stata comunque assunta durante un incontro di direttivo, alla presenza del gruppo consiliare e deriva dalla connotazione localistica e civica del movimento stesso. “In questi anni- specifica Leanza- abbiamo svolto con dedizione e passione disinteressata il nostro ruolo istituzionale di proposta e controllo dell’attività amministrativa, ispirandoci sempre ai valori fondamentali della libertà, della democrazia, della giustizia, della solidarietà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini. Noi siamo un movimento all’interno del quale vige la piena libertà di pensiero e di azione, se qualcuno ritiene di “fare scelte di partito” è giusto che le faccia ma non possono essere compatibili con l’organizzazione del movimento che rimane impegnato collegialmente a rappresentare i bisogni della nostra comunità e ad evidenziare i limiti politico/amministrativi dell’attuale governo locale. Per tali motivazioni non potranno contare sul nostro consenso coloro che sostengono questi amministratori e il loro modo di operare.” Il direttivo contestualmente a questa decisione fa un’analisi del gruppo targato PD che detiene le leve della maggioranza. “Il gruppo di potere che si è insediato nel nostro Comune- continua Leanza- non ha una connotazione politica ben definita, è nato come un insieme di uomini e storie politiche diverse che avevano come unico obiettivo quello di vincere le elezioni. La formazione partitica che li ha accolti, non essendo in condizione di esprimere una classe dirigente propria, li ha legittimati politicamente, oggi molti dei dirigenti locali e provinciali di quel partito si pentono della scelta compiuta e questo conferma la correttezza della nostra azione politica. In occasione delle prossime elezioni, pur nel rispetto delle libertà individuali, sceglieremo di votare coloro che dimostreranno attenzione verso le problematiche della nostra comunità e, in maniera palese, dichiarano di sostenere le battaglie compiute dal nostro movimento ed in particolare quelle per la difesa della libertà e della democrazia.”

Rino Caltagirone