Poliambulatorio senza riscaldamenti. “Accenderemo i termosifoni non appena l’ASP paga i canoni mensili”

Il poliambulatorio di Valguarnera, ubicato temporaneamente presso un edificio del Boccone del Povero è al freddo. A segnalarlo diversi pazienti che hanno chiamato la nostra redazione. In particolare ci è stato riferito che in reparti come ginecologia, vaccinazioni, fisiatria, cardiologia e altri, è un grande problema sottoporsi a visita per via delle basse temperature. A quel che risulta anche diversi medici e personale paramedico hanno segnalato ai vertici aziendali l’anomalia ma con scarsi risultati. “Tutto ciò- ha riferito uno di loro- che ha preferito mantenere l’anonimato, è contro i diritti dei pazienti e degli stessi operatori sanitari, costretti ad operare in condizioni di grande disagio”. La norma prevede che a Valguarnera dal 1^ novembre tutti gli enti pubblici e le strutture sanitarie devono essere riscaldate ma per il poliambulatorio non è stato così. Il motivo? Il mancato pagamento al Boccone de Povero, da parte dell’Asp, delle rette mensili e delle bollette di luce e gas degli ultimi mesi. L’Azienda sanitaria però proprio nelle ultime ore sembra sia corsa ai ripari. A confermarcelo stamattina la madre superiore Shibi Lawrance che ha dichiarato: “L’Asp proprio nel pomeriggio di ieri ci ha invitato ad accendere i riscaldamenti perché avrebbe provveduto ad accreditare le somme relative al pagamento delle bollette. Da parte nostra rispondo che non appena ne avremo conferma in banca, provvederemo ad accenderli.” La madre superiore, dispiaciuta per quanto accaduto, aggiunge che non è solo l’importo delle bollette che l’Asp deve versare ma ci sono anche i canoni d’affitto: “Ad oggi- afferma- non solo dobbiamo ricevere il pagamento di luce e gas ma anche quello relativo all’affitto dei locali, mensilità che vanno da settembre ad oggi. Tra l’altro- aggiunge- l’azienda ennese, deve ancora darci conferma se intende rinnovare il contratto o meno, essendo questo scaduto nell’agosto scorso. Li abbiamo sollecitato a darci nel più breve tempo possibile una risposta, ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Siamo inoltre creditori nei confronti del Comune di alcune mensilità relative al 2016, somme che ancora dobbiamo ricevere. Ci dispiace tantissimo per i disagi arrecati all’utenza- si scusa la madre superiore- ma devono capire che il Boccone del Povero non naviga nell’oro in quanto dobbiamo soddisfare le indifferibili esigenze di parecchi anziani ricoverati nella nostra struttura non autosufficienti economicamente, per cui allo stato attuale non siamo in grado di anticipare il costo delle bollette relative a luce e gas dell’edificio adibito a struttura sanitaria”. Madre Shibi Lawrance prima di congedarci tiene a sottolineare che a suo tempo il Boccone del Povero decise di affittare i locali all’Asp, per l’enorme rispetto nei confronti della popolazione valguarnerese, ad canone basso di mille euro mensili.

Rino Caltagirone