SP4, venti chilometri di calvario…

Viadotto Mulinello

Ci sono voluti ben undici anni per ripristinare un tratto di strada di un centinaio di metri sulla Sp4 all’altezza della Galleria. Undici anni di calvario che hanno costretto giornalmente migliaia di automobilisti, autoarticolati, bus di linea e di turisti di percorrere una vecchia mulattiera, la SP 88 con grave rischio per la propria incolumità. Ma con l’apertura al traffico del tratto medesimo avvenuto l’estate scorsa, ci si aspettava dalla ex provincia regionale, oggi libero consorzio, che l’arteria venisse tutta rimessa a posto e resa funzionale all’enorme massa di traffico giornaliero. Non solo perché è compito specifico dell’Ente, ma sopratutto perché la Sp4 è una delle più importanti dell’intero territorio provinciale visto che collega l’autostrada CT-PA uscita Dittaino, con Valguarnera, Piazza Armerina e Aidone, oltre il centro commerciale Outlet Village con i centri medesimi. Ma nulla di tutto ciò. Eppure nel 2017 dallo Stato sarebbero dovuti arrivare per tutta l’Isola 235 milioni di euro per la viabilità secondaria e per le strade provinciali che rappresentano il cuore pulsante della viabilità, oltre a 98 milioni dall’accordo di programma con l’Anas e altri 137 dal Patto per il Sud. Opere però che sarebbero dovute essere tutte cantierabili. La Sp4 oggi versa in condizioni disastrose: è piena di frane, buche, smottamenti, avallamenti e deformità. Ma oltre a ciò manca un elemento fondamentale per la sicurezza, ovverossia la segnaletica orizzontale che aiuta gli automobilisti soprattutto nelle ore serali e invernali, in caso di nebbia fitta, a salvare la pelle. Essa è un’arteria nata oltre 40 anni fa che supplisce la soppressa linea ferroviaria Dittaino- Piazza Armerina e che al momento del concepimento doveva fare da collante alla famosa incompiuta Gela- Santo Stefano di Camastra. Oggi versa in uno stato a dir poco pietoso. Pochi o inesistenti da allora i lavori di ripristino o la semplice manutenzione ordinaria per rimettere a posto il manto stradale e la segnaletica. Solo qualche rappezzamento a macchia di leopardo e nulla più. Basta infatti, una pioggia intensa per trasformarla in un torrente di fango. A nulla è valso sino ad oggi il grido di allarme di sindacati, primi cittadini, movimenti politici e semplici cittadini per renderla decente. Gli incidenti automobilistici anche mortali purtroppo non sono mancati. L’ultimo, per fortuna senza gravi conseguenze, quello registratosi venerdì scorso ai danni di una ragazza di Valguarnera. Purtroppo lungo il percorso si contano le croci e anche i cartelli che indicano frane, pericoli di caduta massi, restringimenti di carreggiata e quant’altro. Ma ciò non basta a volte per salvare una vita umana. Volendo entrare nel dettaglio la Sp4 è lunga non più di una ventina di km. Parte dal viadotto Mulinello e finisce allo svincolo Furma, a confine della statale 117 bis che conduce a Piazza Armerina e Gela. I primi problemi partono già a valle a Mulinello, dal km 0,300 sino al km 0,750 interdetto da oltre un anno al traffico pesante per i piloni danneggiati che sorreggono il viadotto. Da sopraluoghi effettuati è emerso che in quasi tutti i 30 piloni che reggono il viadotto vi è un rigonfiamento delle armature metalliche, determinate da infiltrazioni di acqua che hanno causato microlesioni con distacco del calcestruzzo. Per metterlo in sicurezza nel marzo 2016 il libero consorzio di Enna chiese un finanziamento di cui non se n’è saputo più nulla. Andando più a monte di alcuni chilometri sul lato sinistro, lungo il rettilineo, la strada presenta, per un tratto di diverse centinaia di metri, degli scrostamenti e avvallamenti pericolosi. Poco più avanti sulla destra una frana restringe la carreggiata, ciò costringe gli automobilisti a mettersi al centro della carreggiata in prossimità di una curva. Ancora avvallamenti salendo, nei pressi della centrale elettrica di Papparanza che mettono a repentaglio gli ammortizzatori delle auto. Andando più avanti ci si trova sulla circonvallazione di Valguarnera ove persiste un altro restringimento di carreggiata. Proprio qui l’anno scorso un ragazzo di Piazza Armerina perse la vita andandosi a schiantare contro un pullman che veniva in senso inverso. Uscendo poi da Valguarnera si incontra un piccolo viadotto denominato Floristella, questo piccolo tratto durante la pioggia, a causa anche del manto stradale usurato, diventa molto pericoloso. Proseguendo ancora, prima di entrare nella galleria, proprio ove venerdì scorso è volata un’auto nella scarpata sottostante e l’anno scorso nelle vicinanze un ragazzo di Valguarnera perse la vita, c’è un altro restringimento causato dal cedimento del terreno laterale. Questo tratto è particolarmente pericoloso per gli automobilisti provenienti da Piazza Armerina perché uscendo dalla galleria si è costretti dopo un centinaio di metri a portarsi al centro della carreggiata, rischiando di collidersi con auto provenienti in senso inverso. Quelli segnalati sono soltanto i punti più pericolosi, ma dopo 40 anni una arteria così trafficata ha bisogno lungo tutto il tratto di seri interventi.

Rino Caltagirone

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