Il Tar respinge il ricorso del Sindaco sull’ospitalità dei migranti. Il Comune di Valguarnera condannato a pagare le spese processuali

Con decisione del 5 luglio scorso e pubblicato il 6 Agosto, i giudici del Tar Sicilia sezione staccata di Catania, respingono l’impugnativa presentata dal sindaco Francesca Draià, sul ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato, riguardante l’ospitalità dei migranti sul territorio e condannano il Comune in persona del sindaco pro-tempore, alla rifusione delle spese processuali sostenute dal Ministero degli Interni per un importo di euro 7601,50. Il Tar Di Catania dà dunque ragione alla Prefettura di Enna che aveva impugnato il provvedimento del sindaco per aver attestato, tramite ordinanza, che in tutta l’area urbana e nell’adiacente area extra-urbana, nessun immobile o struttura fosse in grado di soddisfare i bisogni e le esigenze di accoglienza SPRAR. Il sindaco, inoltre, aveva anche fatto divieto di concedere  in tutto il territorio cittadino, in locazione, in comodato o in vendita, immobili privi di certificato di agibilità ed abitabilità rilasciati dal Comune, oltre che di inesistenza delle barriere architettoniche e requisiti igienico-sanitari. L’Avvocatura dello Stato sull’ordinanza emanata dal sindaco di Valguarnera ha sollevato ben 9 eccezioni, demandando al Tribunale amministrativo, in via preliminare la declaratoria di inefficacia per nullità ed, in subordine la sospensione cautelare degli effetti. Tra le osservazioni eccepite dall’Avvocatura, il sindaco non può disciplinare questioni afferenti a materie rientranti nell’esclusiva competenza legislativa ed amministrativa dello Stato e che l’ordinanza sindacale sarebbe contraddistinta da contenuti di tipo discriminatorio fondata su motivi razziali o etnici. Ed ancora, il sindaco non può incidere sulla condizione giuridica degli stranieri né sulla proprietà privata, al punto da vietare la vendita o la locazione di immobili siti sul territorio. L’Avvocatura nelle sue osservazioni parla anche di eccesso di potere in quanto il sindaco, in conformità alla legge, avrebbe dovuto concordare col Prefetto qualsivoglia intervento, non potendo agire autonomamente come avvenuto nella circostanza, né può regolamentare, con riguardo al proprio territorio, una questione di carattere nazionale, come quella riguardante il fenomeno dell’immigrazione. Sul ricorso del Tar il Comune di Valguarnera, difeso dall’avvocato Brighina, si è costituito  in giudizio, opponendosi all’accoglimento del ricorso, in quanto- secondo la difesa- il rito sarebbe stato inammissibile per carenza di interesse a ricorrere da parte del Ministero, non essendo l’ordinanza sindacale lesiva di alcun interesse nazionale e pertanto il ricorso è da ritenersi nel merito infondato in fatto e in diritto. Ma il Tar, come detto, ha accolto il ricorso dell’Avvocatura in virtù del fatto che la gestione dei migranti, rifugiati e richiedenti Asilo rientra nella competenza del Ministero degli Interni. Di conseguenza è legittimo il ricorso del Ministero. Entrando nel merito della questione il Collegio ha osservato che lo scopo del Comune forse era quello di escludere e di rendere più difficile la collocazione di migranti sul territorio, così direttamente limitando la potestà decisoria del Ministero dell’Interno e della Prefettura in ordine alla gestione e dislocazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo sull’intero territorio nazionale e che qualora il Sindaco avesse inteso agire ai sensi dell’art.54 del D.Lgs. n.267/2000 avrebbe dovuto coinvolgere preventivamente anche il Prefetto nella decisione, comunicandogli il provvedimento ai fini della predisposizione degli strumenti necessari ad assicurarne l’attuazione. Come detto, il Tar ha accolto il ricorso del Ministero e sulla questione migranti tutto a Valguarnera ritorna in gioco. Ed in un momento come quello attuale, col Ministro degli Interni Salvini che perora l’allontanamento di decine di migliaia di migranti, con l’odio che viene fomentato da tanta gente sui social, anche l’arrivo probabile di una ventina di loro diventa un problema.

Rino Caltagirone