Approfittiamone per deliziarci con qualche bella pagina

I media continuano a ripeterci che la tragedia che stiamo vivendo possiede, suo malgrado, dei risvolti positivi. Non è solo un modo di addolcire la pillola amara, un fondo di verità c’è. Se, da un lato, l’immane dramma ci ha fatto capire l’importanza di un efficiente sistema sanitario, emanazione della solidarietà nazionale; dall’altro, la reclusione domestica ci permette di occuparci maggiormente dei  nostri cari o dei nostri hobby, troppo spesso tralasciati. Abbiamo più tempo per leggere, per esempio.

Valguarnera.com, da anni, mette gratuitamente a disposizione dei visitatori la rubrica “Valguarnera da leggere”: centinaia di pagine di letteratura (spesso, come nel caso di Leonardo Sciascia, di alto livello) dedicate al nostro paese. La scoperta più recente è quella della scrittrice romana Antonietta Castelli. Recentemente abbiamo messo on line il suo racconto “Appuntamento al buio” in cui parla del paese di qualche anno fa a metà agosto, dei suoi rumori, degli emigrati che tornano con lussuose automobili, delle sbruffonerie dei cacciatori, di un’epoca che si chiude e di un’altra che si apre.

Oggi sono stati pubblicati altri due deliziosi racconti dovuti alla felice penna della Castelli: Zorro e “La Casa del geranio”, ambientati anch’essi nella Valguarnera degli anni Sessanta. Il primo parla di uno straordinario cane da caccia che, acquistato nel nord Italia, fa gola a tanti bracconieri. Il proposito di rubarlo è nell’aria e il proprietario lo sa. Come andrà a finire? Il secondo è imperniato sulla figura di Massaro Peppino, un carrapipano fuori dal comune che assomiglia tuttavia a tanti altri carrapipani. Dedichiamogli dieci minuti perché ne vale la pena.

A proposito di lettura, vorrei segnalare che proprio oggi l’autorevole rivista letteraria piemontese on line “Margutte” ha pubblicato una bella recensione di Salvatore Di Vita, che i lettori conoscono bene, dedicata al mio libro “Il Passo della Morte”. Eccola: http://www.margutte.com/?p=31988.

Un grazie a Salvatore e un caloroso saluto ai concittadini che, come me, stanno subendo questa dura prova.

Enzo Barnabà