(IN)Coronati e incatenati

Ma chi lo doveva dire a noi , uomini e donne del 2020 , che siamo riusciti a digitalizzare  l’intera nostra vita che siamo arrivati su Marte , che un micro organismo acellulare  parassita sarebbe riuscito a sconvolgere l’intero mondo?

Dominavamo il pianeta con tirannia e opportunismo  come se ci avessero eliminato la funzione di considerare gli effetti collaterali futuri.

E , poi, improvvisamente, arriva un esserino invisibile , velocissimo, più veloce di una emoticon che parte dalla Cina per arrivare in Italia., e ci paralizza e ci ferma bruscamente.

Immobili , attoniti , tratteniamo il respiro, abbassiamo la testa impotenti , e non troviamo nemmeno la forza di tenere il capo con le mani.

All’inizio , quando il parassita stava colpendo i cinesi, ascoltavamo le notizie dai telegiornali, quasi distrattamente , ingoiando l’ultimo sorso di caffè prima di scappare al lavoro

Circolavamo le notizie  su questo fantomatico Coronavirus che stava annientando la Cina , eravamo dispiaciuti, certo , ma non preoccupati.

L’OMS iniziava a inviare , tramite il Miur, circolare alle scuole con indicazioni precauzionali.

Li leggevamo, ne prendevamo atto , e continuavamo la nostra vita quotidiana fatta di routine, momenti speciali, arrabbiature e tanti progetti.

Quando le cose negative le sentiamo tanto lontane da noi le sottovalutiamo a tal punto da sentircene immuni “ a me non potrà mai capitare “ e nell’incosciente onnipotenza ci rassicuriamo e le eliminiamo dai pensieri.

Poche settimane e la situazione si complica. Primo contagio in Italia.

Lo sentiamo vicino, guardiamo il fotogramma dell’esserino con attenzione quasi volessimo fermarlo lì, non farlo muovere, tenerlo a debita distanza.

E , invece, dopo qualche giorno, il micro organismo partito dalla troppo lontana Cina , oramai in ginocchio, inizia a minacciare la nostra Italia.

Iniziano i primo decessi , adesso lo temiamo davvero , i primi provvedimenti ministeriali.

Cominciano a parlare di casi di contagio , moltiplicati, a catena , di irruenza e velocità di trasmissione del virus e siamo terrorizzati.

Si chiudono le scuole anche in Sicilia, smarrimento, confusione…è pericoloso davvero, allora!

Dopo pochi giorni l’Italia, tutta, dichiarata zona rossa .  “Restate a casa” è l’invito-obbligo rivolto a tutti!

Sgomento, smarrimento, oppressione , ansia snervante sono stati i sentimenti comuni.

Incapaci di metabolizzare e capire, mentre intorno a noi tutto si è chiuso con noi!

Fuori il  silenzio e dentro il nostro microcosmo un vortice di pensieri , paure , numeri, statistiche, news e fake news che dicono tutto e il contrario di tutto.

Chiusi nella nostra casa , fra impasti di biscotti , pizza, urla di bimbi irrequieti ,relazioni compromesse o in pausa ,ci sentiamo nudi , spogliati di fronte al nostro IO , spogliati di tutte quelle piccole grandi cose che ci riempivano le giornate.

Ci mancano le chiacchiere con gli amici, gli abbracci dei nipoti, dei fratelli, e capiamo quanto fossero linfa che nutriva la nostra anima.

Li sentiamo al telefono, li vediamo in chat e ci diciamo sempre “A presto”.

Ma adesso, dopo 20 giorni, non siamo più cosi sicuri che questo “ presto” arriverà davvero presto!

I sorrisi dal display sono più tirati, le voci meno squillanti , ci raccontiamo e ci confortiamo.

“ Andrà tutto bene” dici, poi chiudi gli occhi e il cuore fa eco “ Andra tutto bene?”

 

Stefania Avola