Il covid e il dramma di chi non ha un lavoro.

Il dramma nel dramma è quello che durante questa pandemia si sta consumando in quelle famiglie che, oltre ai problemi legati a questioni sanitarie e al pericolo del contagio, ogni giorno devono fare i conti con le difficoltà economiche dovute alla mancanza di lavoro. Gli aiuti programmati, i cosiddetti “ buoni spesa”, a quanto pare, tardano ad arrivare e c’è chi si è rivolto alla nostra redazione per raccontare le proprie di difficoltà e cercare di imprimere una accelerata alla macchina burocratica. Un uomo valguarnerese che preferisce non essere citato, con molto garbo e con la dignità che in genere contraddistingue quanti vivono con onestà dice: <<Volevo fare presente un problema che riguarda i buoni spesa che il comune di Valguarnera dovrebbe elargire. Le domande sono state presentate il 23 dicembre 2020 e ad oggi ancora non sono state messe agli atti. La conferma l’ho avuta lunedì, perché sono stato al Comune e mi è stato detto che non c’è personale sufficiente negli uffici e che c’è un solo dipendente occuparsi dei buoni spesa>>. L’uomo con tanta amarezza aggiunge:<<Vi rendete conto che questi buoni spesa dovevano servire, visto lo stato di emergenza e le restrizioni da parte del governo, a coprire le spese natalizie perché, oltre a me, tante persone non lavorano? Ho passato un Natale di difficoltà anche perché da più di 2 mesi non percepisco il reddito di cittadinanza>>. Come mai non percepisce più il reddito di cittadinanza? <<Perché ho presentato la richiesta di rinnovo ed ancora oggi non ne so niente>>. Ritornando ai buoni spesa, l’uomo aggiunge:<< I primi buoni spesa, assegnati quando ci fu il lockdown a marzo, furono distribuiti dalla protezione civile. All’epoca furono più veloci. Ora, invece, li devono caricare sulla tessera sanitaria ma ancora oggi devono sapere quali esercizi commerciali aderiscono>>. Lo sfogo continua:<< Al comune di Enna i buoni spesa sono già stati caricati. Qui, invece, siamo in ritardo e poi dicono che la gente impazzisce>>. Sull’argomento abbiamo sentito la sindaca Francesca Draià. <<Mi metto nei panni di chi sta vivendo momenti difficili-afferma la sindaca- ma mi preme fare alcune precisazioni. Ciò che ci sta mettendo in maggiore difficoltà sono le tante domande inoltrate ma che non dovrebbero pervenire senza che ci siano i requisiti per poterle presentare>>. Draià spiega ciò che sta avvenendo. <<Entro il 23 dicembre, data di scadenza per la presentazione dei buoni spesa da erogare a gennaio, abbiamo ricevuto 245 richieste. Di queste, ben 177 non sono state accolte. Ci sono famiglie che presentano la richiesta per i buoni spesa pur avendo avuto una entrata mensile di 1.500 o 2 mila euro. Ciò significa che chi presenta la domanda non legge i requisiti del relativo bando>>. Per quanto riguarda il metodo di erogazione dei buoni spesa, Draià afferma:<< Abbiamo scelto il metodo di caricamento sulla tessera sanitaria per una questione di privacy. Per questa ragione abbiamo firmato un contratto con la società Day che lo scorso 5 gennaio ha firmato la convenzione con le attività commerciali. Le 68 istanze accolte dai nostri uffici, che lavorano con l’assistente sociale (è l’unica figura che per forza di cose deve esaminare determinati nuclei familiari) e 2 dipendenti, sono già state trasmesse alla Day che entro giovedì caricherà le somme assegnate sulle rispettive tessere sanitarie. Ogni 10 del mese- conclude la sindaca- abbiamo fissato la data di scadenza di presentazione delle istanze. Una mano d’aiuto deve arrivare dai cittadini che non possono presentare richiesta dei buoni spesa senza averne i requisiti>>.

Arcangelo Santamaria