A rischio il servizio di guardia medica, non si trovano medici disponibili a venire a Valguarnera

Sanità valguarnerese ridotta ai minimi termini. Alle oramai croniche disfunzioni del poliambulatorio comunale, adesso si potrebbero aggiungere anche le disfunzioni della guardia medica. A rischio, infatti, ci sarebbe l’apertura del presidio medico durante il prossimo weekend, visto che gli unici 3 medici rimasti ad espletare i turni di guardia sono allo stremo delle forze. Una situazione che, a quanto pare, dura da diversi mesi e che sino ad ora non si è tramutata in disfunzione grazie al senso di sacrificio dei sanitari che si sono sobbarcati turni massacranti. Fino a qualche mese addietro l’organico dei medici in servizio nel presidio valguarnerese era di 5 unità, ma da tempo pare non si trovino più medici disponibili a venire a Valguarnera. Le paventate disfunzioni anche alla guardia medica sarebbero una ulteriore mazzata per la già malandata sanità cittadina, che da più di un anno deve fare i conti il depauperamento del poliambulatorio comunale che è stato privato di diversi ed importanti servizi di medicina specialistica. Cardiologia, otorinolaringoiatria e uno dei 2 medici del servizio di oculistica, non sono più nella struttura sanitaria cittadina, che già aveva subìto altri tagli importanti come radiologia e il laboratorio analisi. Dall’Azienda sanitaria provinciale di Enna, sino ad ora sono arrivate rassicurazioni e promesse a cui, però, non sono seguiti i fatti. Il poliambulatorio valguarnerese, nelle ultime settimane sta patendo anche la carenza di organico negli uffici amministrativi; uffici nei quali il personale assente non è stato sostituito da eventuali supplenti. Come al solito a patire i disagi sono gli utenti, ma anche lo stesso personale rimasto in servizio che ogni giorno, oltre ad una mole sempre più grande di lavoro, deve affrontare il malcontento della cittadinanza. A Valguarnera sono iniziati i lavori che trasformeranno un’ala dell’ex centro culturale polivalente, nella nuova <<Casa della salute>>, che così continuando potrebbe rimanere uno scatolone vuoto. In ogni caso, non si può attendere che la “Casa della salute” entri a pieno regime e nel frattempo continuare a patire per disfunzioni che non si riescono a risolvere. Preoccupa il fatto che, oltre a Valguarnera, denunce di carenze sanitarie simili, arrivano anche da diversi altri paesi della provincia di Enna, e dipingono un quadro in cui la periferia è sempre più periferia.

Arcangelo Santamaria