La targa che ricorda la liberazione dai tedeschi è da ristrutturare

Il consigliere comunale, Giuseppe Speranza chiede rispetto per la memoria e in modo particolare la ristrutturazione della targa che in piazza della Repubblica, proprio accanto il Palazzo di città, ricorda che il 18 luglio 1943, dopo una cruenta battaglia, Valguarnera fu liberata dai tedeschi, grazie all’esercito canadese. <<Sono trascorsi 78 anni da quel giorno. Il libro del professoressa Vittorio Speranza – 18 Luglio 1943: Cronaca di una battaglia- che ha profuso anni di studio e di dedizione allo sbarco degli alleati americani in Sicilia sul retro della suo prezioso libro riporta: “ Il mese di luglio del 1943 i valguarneresi scoprono gli orrori della guerra. Una serie di bombardamenti aerei causa morte e distruzione. Ma il 18 luglio Valguarnera vede affrontarsi in una dura battaglia le truppe canadesi e quelle tedesche. Solo alla fine di una lunga giornata Valguarnera cadrà nelle mani dei canadesi. In quei giorni perdono la vita oltre 50 militari canadesi>>. Il consigliere comunale del gruppo Libertà è partecipazione, dice:<<Nel 2013 in occasione del 70esimo anniversario di quell’evento, a Valguarnera, un convoglio storico guidato dal canadese Steve Gregory, che ha dato vita a una fondazione “Company Canada”, transita presso le strade del nostro paese per dare vita alle celebrazioni di quell’evento. Tra di essi c’erano anche alcuni reduci di quella tragica battaglia. Propio in quei giorni viene affissa in piazza della Repubblica una targa posta in ricordo di quella battaglia.

Oggi quella stessa targa si presenta in condizioni pietose, frutto dell’incuria del tempo e dell’insensibilità degli amministratori odierni. Da anni numerosi cittadini con in testa l’autore del libro e di Fran Musial, figlia di un soldato che aveva combattuto quella battaglia, ne hanno sollecitato in più occasioni il ripristino.

Ma a nulla sono valsi questi appelli.

Oggi a 78 anni da quell’evento desideriamo rinnovare l’appello affinché questa targa possa essere ripristinata.

Solo così – conclude Giuseppe Speranza-può rinnovarsi la memoria di una battaglia che costò il sacrificio estremo di uomini, soldati, figli di una terra lontana che si batterono con onore cambiando il corso della storia. Una storia di sacrificio e di libertà>>.

Arcangelo Santamaria