Riprende la lotta per le Zone Franche Montane

<<Riprendiamo la lotta per le Zone Franche montane>>. Ad annunciarlo è l’assessore comunale alla Attività produttive, Gianluca Arena, che qualche mese addietro in rappresentanza del Comune di Valguarnera, manifestò a Roma, dinanzi il Parlamento, insieme a 150 sindaci. Gianluca Arena che sottolinea l’importanza che avrebbe questa legge per le ricadute positive sul territorio valguarnerese, fa sua una nota del Comitato regionale Zfm che dice: <<Il comitato regionale promotore l’istituzione delle zone franche montane in Sicilia scrive alla Sottosegretaria di Stato del Mef, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐒𝐚𝐫𝐭𝐨𝐫𝐞 e al senatore 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐃’𝐀𝐥𝐟𝐨𝐧𝐬𝐨, presidente della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama. Il comitato si è dato appuntamento domenica 12 settembre, dalle ore 10 allo svincolo di Irosa sulla A19, convocando gli amministratori dei Comuni montani interessati alla norma, mentre si aspetta la delibera di giunta regionale che perimetra le zone franche montane dell’Isola. 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐓𝐞𝐫𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐳𝐟𝐦, a seguito dell’incontro che si è tenuto a Roma, lo scorso 3 agosto, “prendono atto delle indicazioni ministeriali per il primo avvio della fiscalità di sviluppo in Sicilia”. Nella missiva, inviata anche ai vertici delle Istituzioni regionali e al presidente dell’𝐀𝐧𝐜𝐢 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚, ribadiscono che la norma di politica economica in discussione al Senato “è integralmente compatibile con le vigenti disposizioni legislative e regolamentari nazionali e comunitarie” e che la giurisprudenza comunitaria “prevede la possibilità della Regione Siciliana di adottare interventi autonomi di politica economica, la cosiddetta fiscalità di sviluppo”.
“Niente de minimis”, precisano con chiarezza, “quello che proponiamo è un percorso legislativo correttivo”, di ciò che è accaduto in passato.
«Agli operatori economici delle aree montane dell’Isola – affermano i rappresentanti del comitato – occorre, nell’immediato, uno strumento strutturale che gli permetta di guardare al futuro con fiducia, altrimenti sarà l’ecatombe della maggioranza delle piccole imprese artigianali e commerciali che ancora resistono in montagna».
Sono stati posti all’attenzione altri due punti. Le risorse iniziali, individuate dal MEF, 145,5 milioni di euro per la start up della Legge, vengano “destinate alla parziale riduzione dei contributi INPS anziché per abbattimento dell’Imu e dell’IRPEF”, come indicato dalla burocrazia di via XX Settembre.
L’altra questione sollevata e condivisa unanimemente dal Parlamento regionale, nella seduta dell’11 maggio 2021, è legata all’Iva all’importazione.
L’Assemblea Regionale Siciliana ha dato al Governo un atto di indirizzo inequivocabile, ovvero, di impegnarsi affinché il cespite tributario dell’Iva all’importazione maturato in Sicilia sia destinato alla copertura strutturale delle disposizioni concernenti l’istituzione delle zone franche montane. Nei prossimi giorni il governo regionale sarà impegnato nella definizione di alcuni accordi con lo Stato, che passeranno dalla Conferenza Stato-Regioni, altri, – che segneranno il futuro della Sicilia – dalla Commissione Paritetica.
I delegati del Governo regionale a trattare con lo Stato, valorizzino quanto siamo riusciti a spuntare in questi mesi di estenuante discussione e, soprattutto, rispettino la volontà espressa dall’ARS sulla destinazione dell’Iva all’importazione. Su quella, senza un ulteriore passaggio in Aula, quindi, dal punto di vista politico istituzionale, non c’è spazio di interpretazione. I prossimi giorni saranno cruciali: la giunta regionale sarà chiamata a deliberare sulla proposta di perimetrazione dei territori, redatta dall’assessore Mimmo Turano e i “tavoli tecnici” romani destineranno alle Zfm le risorse considerate di “start up” dal Comitato. Veglieremo sulle scelte politiche in discussione>>.

Arcangelo Santamaria