L’architetto Mazza non ha diffamato la Sindaca Draià. A dirlo è il Tribunale di Enna

La sindaca Francesca Draià perde un’altra causa intentata con l’accusa di diffamazione a mezzo stampa. Questa volta a darle torto è stato il Tribunale di Enna che con il Gip (Giudice per il indagini preliminari) Giuseppe Tripi ha rigettato l’opposizione contro la richiesta di archiviazione proposta dal pubblico ministero lo sorso 5 maggio 2021. Sul banco degli imputati, accusato del reato di diffamazione a mezzo stampa, Nicolò Mazza, architetto di Nicosia che sino a qualche tempo addietro guidava l’Ufficio Tecnico del Comune di Valguarnera. Dopo l’udienza camerale dello scorso 18 novembre il Gip ha ritenuto condivisibili le argomentazioni del P.M. in ordine alla infondatezza della notizia di reato. Nicolò Mazza, difeso dall’avvocato Davide Raffa, con una lettera aperta pubblicata da La Sicilia e ViviEnna , fece tanto clamore. Una lettera il cui contenuto non è stato ritenuto dai giudici offensivo o lesivo della reputabilità e dell’onore della sindaca Draià. Nella sua lettera, Mazza diceva che nell’attività dell’amministrazione comunale valguarnerese era individuabile un “sistema” e che il Piano regolatore generale, alla cui emanazione lo stesso Mazza aveva contribuito quale responsabile dell’Ufficio tecnico (Piano regolatore che era stato <<azzerato>> dalla amministrazione comunale subentrante), aveva “scontentato qualche amico”. Dichiarazioni che il Gip ha ritenuto <<espressioni evidentemente e legittimamente costituente esercizio del diritto di critica, atteso che l’autore ha utilizzato una forma espressiva strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione dell’operato dell’amministrazione comunale, senza trasmodare nella ed immotivata aggressione dell’altrui reputazione>>. Il giudice Giuseppe Tripi ha quindi ritenuto la notizia di reato infondata, respinto l’opposizione di Francesca Draià e disposto l’archiviazione del procedimento.

Arcangelo Santamaria