Pallamano, paura e delirio a Enna Bassa

Breve resoconto gonzo della partita tra Orlando Pallamano Haenna e Genea Lanzara svoltasi il 14/01/2023.

Frastornati dal freddo e dalla vicinanza tra il polo universitario e la palestra polisportiva, arriviamo a partita in corso con un quarto d’ora accademico di ritardo. La Orlando sta sotto di 3.

“Si può recuperare?” domanda uno dei miei commilitoni poco avvezzo alla pallamano.

“Sì, si può fare” rispondo io.

Che si potesse fare era la verità, ma pensare di mettere in seria difficoltà la formazione campana, lì per lì, sembrava utopia; la Lanzara, su 9 partite di campionato giocate, poteva vantare uno storico perentorio e da schiacciasassi: 9 vittorie, 0 pareggi e 0 sconfitte.

Eccetto qualche statistica da nerd che potrebbe ingannarvi sul mio conto, io stavo seguendo la partita da spettatore. Il pezzo che state leggendo non dovrebbe nemmeno esistere. Infatti, non ricordo nemmeno se all’intervallo eravamo sopra o sotto. L’unica certezza è il pathos della giovane curva ennese che ha coinvolto me e i commilitoni. Non guardavamo nemmeno il punteggio, guardavamo solo i ragazzi: esultavamo a ogni segnatura di Cristian numero23 Guggino e alle parate dello strepitoso e invalicabile Seby numero12 Coppola.

Nel secondo tempo, abbiamo cominciato a inalare aria di vittoria in tribuna: è stato letteralmente come mettere una canzone degli AC/DC in un asilo nido. Siamo in festa perché giochiamo bene e subiamo poco. Facciamo un errore collettivo a poco meno di 10 minuti dalla fine dell’incontro: usciamo dalla trance flipperistica della pallamano e guardiamo il tabellone luminoso. Stiamo sopra di 4 – 28 a 24 – e mancano circa 8 minuti al termine. Scrivo “ti amo” alla mia fidanzata e provo a chiamare il notaio per il testamento: ho il serio dubbio che il mio cuore non possa reggere la carica emotiva. La Lanzara attacca e colma con testardaggine lo svantaggio. 29-30 per loro. O forse arriviamo prima noi a 30. In quel momento, tra urla e fischi, era poco importante. Nella mie testa è vivida solo la segnatura plastica di Samuel Nasca e l’immediato bis del gelido Nikita nell’ultimo minuto di gioco. Ed è proprio grazie alla fucilata finale del moldavo, che al posto del braccio ha un kalashnikov, che la Orlando Haenna ferma la capolista Lanzara con il punteggio di 31-30.

Girotondo, birra e doccia calda per i giocatori – che, giustamente, dopo la vittoria festeggiano.

Asfalto bagnato, 64 chiuso e ritorno alle macchine per il sottoscritto e i commilitoni – perché, giustamente, dobbiamo tornare alla realtà.

Giuseppe E. Giarrizzo

Foto copertina: Foto Arangio (FB)

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