17 Luglio 2024
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Spartaco Lanza, il socialista democratico amico di Saragat

Il dottor Spartaco Lanza, medico e uomo pubblico. Il casuale ritrovamento del testo di un suo intervento reso nella qualità di membro del consiglio d’amministrazione dell’«Ente Zolfi Italiani», ci induce a ricordarne la figura la cui parabola sociale ebbe il suo apice a partire dagli anni trenta del Novecento e sino ai primi anni settanta.

Studiò a Roma, dove incontrò il pensiero politico socialista che ne intrise lo spirito. Conseguita la laurea, divenne medico del Posto di soccorso dell’importante miniera di Grottacalda maturando conoscenza di quel mondo che pure era della sua Valguarnera, allora fiorente comune minerario. Di facoltosa famiglia borghese, in paese fondò la sezione del Psiup alla quale aderirono entusiasticamente tanti operai, giovani studenti e professionisti. Successivamente, sull’onda delle vicende politiche nazionali (scissione socialista di Palazzo Barberini) e delle idee democratico-riformiste di Giuseppe Saragat, di cui fu amico e discepolo, divenne autorevole costituente del socialismo democratico nella provincia di Enna, nonché esponente di punta del PSDI, particolarmente ascoltato nelle alte sfere della politica nazionale e delle istituzioni. Deputato provinciale (una sorta di odierno assessore) di nomina prefettizia nell’immediato dopoguerra, sedette in diversi organismi di vertice in enti e istituzioni pubbliche. Fu tra gli artefici dell’idea, assieme a Pier Francesco Battiato, Andrea Pavone e altri, di cancellare dalla toponomastica del paese tutti i nomi riconducibili ai Savoia, colpevoli d’aver portato il fascismo al governo della Nazione e allo sfacelo della guerra. Valguarnera fu l’unico comune italiano ad adottare un provvedimento del genere nei confronti del passato regime. E lo fece nel corso del primo consiglio comunale repubblicano – retto da una corposa maggioranza di sinistra – con deliberazione del 16 dicembre 1946.


Spartaco Lanza, nel giugno del 1955 accolse Giuseppe Saragat a Valguarnera per un comizio elettorale in occasione delle elezioni regionali di quell’anno. Nel 1963 fu candidato egli stesso al Senato della Repubblica mancando l’elezione per poco.

Di lui i suoi avversari politici dissero: «egli non regna e non governa, ma domina», alludendo a una sua presunta alterigia e al fatto che si limitava a diramare ordini e imprimere il suo marchio agli atti di maggiore importanza, senza assumersi la responsabilità di una candidatura locale e della gestione diretta della cosa pubblica. Ma anche volendolo, non poteva candidarsi per la sua funzione di Ufficiale sanitario, legato da rapporto di pubblico impiego con il comune. Spartaco Lanza fu anche direttore sanitario dell’Ospedale civico «Sebastiano Arena» che nell’immediato dopoguerra venne riorganizzato grazie alla sua indiscussa competenza e ai cospicui aiuti in medicinali e apparecchiature sanitarie offerti dai valguarneresi espatriati negli USA (una pergamena di benemerenza fu conferita come ringraziamento ai concittadini emigrati dal Consiglio comunale di allora). Da medico attento e scrupoloso quale fu, non rifiutava le sue cure a nessuno e, specie dai meno abbienti, non si faceva pagare.

Chi lo conobbe ne ricorda la capacità di guardare lontano, d’intuire gli effetti delle cose che si manifestavano e di comportarsi di conseguenza. Amante del contatto popolare e della vita agreste – alla quale infine si dedicherà tralasciando la politica – aveva conto dell’arretratezza dell’agricoltura locale. E nelle sue terre fu tra i primi ad adottare la trebbiatura meccanica del grano.

In politica, si tenne in disparte quando nel 1960 fu formata a Valguarnera la giunta di sinistra sostenuta dai «milazziani». Lanza, in quel momento di grande confusione politica per la Sicilia, intuì le nefaste conseguenze di quell’accordo e ne mantenne fuori il PSDI di cui era il segretario cittadino.

Ancora lungimirante fu nel predire il disastro economico verso cui sarebbe andata incontro la Sicilia con la istituzione di un Ente Minerario Regionale. Con la sua relazione al «Convegno Nazionale dello Zolfo» che si tenne a Palermo nel marzo del 1961, Spartaco Lanza, intervenuto quale componente del consiglio d’amministrazione dell’«Ente Zolfi Italiani», fu l’unico tra gli illustri convegnisti – politici, imprenditori del settore, economisti, sindacalisti, tecnici provenienti anche dall’estero – a dire che la creazione di un «carrozzone regionale» non avrebbe invertito il destino già segnato dell’industria zolfifera siciliana e che avrebbe significato soltanto un gigantesco sperpero di denaro pubblico. Cosa che puntualmente avvenne.

Morì nel 1974 a Caltagirone, all’età di 71 anni, a casa di una delle due figlie avute dalla moglie Francesca Caloro, già venuta a mancare nel 1969. Riposa a Valguarnera in una cappella gentilizia all’ingresso del cimitero.

Salvatore Di Vita

Nota Bene
Abbiamo corretto la data e la circostanza della venuta di Giuseppe Saragat a Valguarnera. L’iniziale dicitura «elezioni politiche del 1953» è stata sostituita con «elezioni regionali del 1955». A farci notare la discrasia è stato il prof. Enzo Barnabà che osservando i simboli elettorali, edera e sole nascente, visibili nello sfondo della fotografia utilizzata come copertina dell’articolo è giunto alla conclusione che la presenza di Saragat a Valguarnera è avvenuta nel 1955 piuttosto che nel 1953. Invero, sul retro della foto in questione c’è un’annotazione scritta a mano, «Saragat a Valguarnera 6 – 53», che dà ragione di pensare alla presenza del noto leader politico a Valguarnera in occasione delle elezioni nazionali del giugno 1953, anche perché in quell’anno vi furono aggregazioni elettorali tra i partiti minori.
Ma le cose sono andate diversamente, giacché è acclarato che l’alleanza PRI-PSDI, edera e sole nascente, ebbe luogo e durò soltanto per la competizione elettorale regionale del 1955.
La presenza di Enzo Sicilia sul palco degli oratori sta a confermare la validità dell’asserzione: egli, nel giugno del 1953 non era ancora sindaco del comune (lo diventerà successivamente) e soltanto in tale veste – per il dovuto ossequio istituzionale a Saragat, illustre parlamentare nazionale – avrebbe potuto giustificare la sua presenza in un comizio elettorale di una forza politica diversa e concorrente con la sua.

 

Fonti:

  • Michele Curcuruto, I signori dello zolfo, Edizioni Lussografica, Caltanissetta, 2001
  • Francesco Giarrizzo, Valguarnera Caropepe risonanze del travaglio ideologico del paese sugli eventi politici comunali, Arti grafiche siciliane, Palermo, 1995
  • Varie testimonianze verbali
  • Ufficio anagrafe municipale
  • La foto di copertina – ritraente Giuseppe Saragat, Spartaco Lanza e il sindaco Enzo Sicilia durante il comizio del 1955 in Piazza Della Repubblica – è di Graziella Burgo (dalla collezione del padre Salvatore). Autore della fotografia: «Foto-Studio Cav. Uff. Michele Starvaggi, Via Archimede, Valguarnera»