Mamma, posso andare a scuola?

E’ passato il 15 Agosto e tutti hanno ricominciato a parlare della scuola. Per la precisione della riapertura delle scuole.

Quando scrivo tutti, intendo dire proprio tutti, addetti ai lavori, genitori, giornalisti e ruggenti leoni da tastiera.

Chiacchiere su chiacchiere, commenti che strabordano presunzione, nel senso che presumono a priori e senza cognizione alcuna, di sapere esattamente cosa fare.

E dall’alto? Dai vertici del Paese che notizie giungono?

Dipende dalle giornate! Si è parlato di distanziamento, poi di sedie con le ruote, banchetti mono posto, di orari scaglionati, di mascherine si e mascherine no e ,in ultimo, di posticipare l’inizio delle lezioni.

Riunioni, vertici  e linee guida si sono susseguiti a raffica e altro non sono stati che pasto per avvoltoi affamati di commenti social e lamentele.

Ma tutto questo già lo sapete!

Non voglio soffermarmi sull’aspetto tecnico (anche perché non possiedo gli elementi idonei per farlo!) ma , grazie anticipatamente per la pazienza, vi esprimerò delle mere e pure riflessioni da docente e da mamma.

A Marzo, improvvisamente, drasticamente e in piena emergenza pandemica , noi insegnanti ci siamo ritrovati, nel giro di ore, dalla cattedra al tavolo della cucine con uno schermo come oggetto di lavoro.

Eravamo confusi , ci sentivamo inadeguati, anche noi avevamo paura ma la arginavamo rassicurando i ragazzini che, come automi, si collegavano, scollegavamo, inserivano password e pendevano da un nostro cenno telematico.

Non si poteva fare altrimenti e lo abbiamo fatto! La fantomatica DAD è stato un salvagente in mezzo ad un mare in tempesta che ci ha condotto a riva, alla fine dell’anno scolastico.

Annaspando, prendendo fiato, nuotando e, galleggiando stanchi ce l’abbiamo fatta!

Ma adesso il problema si ripropone.

L’estate pare abbia messo in pausa il virus e ,improvvisamente, tutti hanno rivisto tutti, chi in spiaggia, chi in discoteca e chi davanti ad un colorato Spritz!

Non sto giudicando, me ne guarderei bene, anche io ho ricominciato una parvenza di vita sociale “normale”.

Ma finita l’euforia del solleone la scuola ridiventa il Problema.

I contagi aumentano e l’assembramento scolastico fa paura, soprattutto ai genitori.

Docenti che non vogliono rientrare in classe, che si sentono categoria a rischio, addirittura carne da macello!

Premetto che non sono mai stata negazionista ,anche io mi aspettavo e speravo in una ripresa lavorativa più garantita dallo Stato e, ahimè, ho subito soltanto confusione ma sono fermamente sicura che ho voglia di riprendermi il mio lavoro  insieme ai miei alunni.

Sono sempre stata convinta che la scuola sia un diritto inalienabile  di una società civile e che sia una parte fondamentale per lo sviluppo e la crescista dell’individuo singolo che confluisce ,poi, nella formazione della collettività.

Ho bisogno di guardare negli occhi i miei ragazzi , sentire le loro voci, le loro risate di arrabbiarmi e scherzare insieme a loro.

Cautamente, lo so ,riprenderemo a stare insieme con le dovute regole( la scuola è anche questo, imparare le regole).

Fidatevi di noi docenti, dei Dirigenti che non si sono mai fermati per garantire la ripresa delle attività in massima sicurezza, e , soprattutto, fidatevi dei vostri ragazzi.

Insieme, collaborando senza futili critiche ostruzionistiche, ce la faremo, non abbiamo altra scelta.

Basta con le strumentalizzazioni politiche, con i commenti terroristici, con le accuse e i dinieghi ,rimbocchiamoci le maniche e ,insieme, cercheremo di fronteggiare un inizio, anomalo sicuramente, ma desiderato e agognato!

In tutti i miei articoli appongo la mia firma ma in questo ci metto la faccia, anche se dovrà essere coperta ,per metà, dalla mascherina!

Buon anno scolastico a tutti dai 3 ai 60 anni!

 

Stefania Avola