Studio Enea definisce rischioso l’impatto ambientale delle biomasse legnose nei riscaldamenti domestici.

L’Unità Centrale Studi e Strategie dell’ENEA ha presentato a Roma lo studio dal titolo “Gli impatti energetici e ambientali dei combustibili nel settore residenziale” che si prefigge di valutare gli effetti dell’utilizzo di biomasse legnose nel riscaldamento civile. L’argomento è di altissima attualità giacché, oltre ai grandi impianti extraurbani per la produzione di energia come quello di Dittaino, anche nei piccoli centri si assiste a una ripresa dell’utilizzo di derivati vegetali per il riscaldamento domestico. E la sensazione, diciamo cosi “olfattiva”, è che nelle stufe, caldaie o camini privati si bruci di tutto. Dal pellet d’incerta provenienza, alla legna di ogni qualità, alla sansa d’olive e altro. Difficile stabilire quanti siano gli impianti di questo tipo all’interno del centro abitato, né pare che il comune si sia mai occupato di censire il fenomeno che, a giudicare dall’odore degli abiti dopo una passeggiata serale in paese o dalla biancheria aromatizzata al fumo ritirata quotidianamente delle massaie, sembra essere in costante crescita.

Sta di fatto che l’impatto sulla qualità dell’aria comincia a destare qualche preoccupazione se è vero che l’analisi dell’ENEA ha evidenziato i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dalla combustione di biomasse legnose negli impianti di riscaldamento domestici. Infatti, secondo gli esperti le biomasse legnose avrebbero un impatto ambientale e sanitario alto a causa delle emissioni di ossidi di azoto e composti organici volatili nonché del famigerato PM 2.5, un particolato finissimo, più pericoloso del PM 10 dello smog cittadino, perché riesce a penetrare facilmente nell’organismo attraverso le vie respiratorie superiori, aumentando il rischio di tumori e malattie polmonari.
Invocate dunque regole più rigide e l’adozione di tecnologie più efficienti e sostenibili per limitare le emissioni di polveri finissime di provenienza vegetale, se è vero quanto sostenuto dai ricercatori dell’ENEA che la combustione delle biomasse nei perimetri urbani sarebbe responsabile di oltre il 99% delle emissioni di particolato nel settore civile.

Salvatore Di Vita