Tappa siciliana per la barca “teatro” Heterotope.

In un momento politico e sociale delicato, complesso e assurdo, voglio raccontare la storia di Emilien.

E’ un giornalista francese che, dopo un soggiorno sulla tanto discussa nave Aquarius , decide di scrivere, insieme alla moglie Nadine, allora in attesa di una bimba , la piece’ sperimentale “ C’est la goutte d’eau”.

Si svolge tutto in mare e le scene vengono rappresentate, principalmente, su una barca.

La storia è tristemente semplice:

Al largo di Lampedusa un uomo e una donna  lanciano una richiesta d’aiuto. Lei è incinta, improvvisamente si rompono le acque e  si mescolano insieme a quelle del mare  che, anziché dare la vita, darà la morte a 366 persone. I futuri genitori non ricevono nessun soccorso perché tutte le forze sono impegnate altrove. E il loro bimbo, di fronte a questa scena , si rifiuta di venire al mondo. L’uomo, da allora, viaggia in mare e raccoglie messaggi in bottiglia. Lei li legge e cerca di ritessere le fila di queste storie perdute. 

La barca sulla quale viaggiano Emilien, Nadine, la loro bimba Rita, l’attore Kostas e il Prof. Mannoni, che è anche un grande Skipper, è l’Heterotope.

Partita da Marsiglia, dove il progetto è stato rappresentato per la prima volta, si è, poi fermata a Mentone e a Genova.

Proprio nella città ligure la piece è stata abbinata a letture tratte dal libro di Enzo Barnabà “Il viaggio di Cunègonde”.

Il viaggio adesso prosegue in direzione della Sicilia, il 28 luglio a Palermo  e il 4 agosto a Catania, per poi fare tappa in Grecia ed infine in Turchia.

Il progetto sperimentale è un omaggio alle decine e decine di persone che, nel loro piccolo ,compiono atti di solidarietà animati soltanto da puro spirito di umanità.

Stefania Avola