Rosario Laisa interrompe la protesta. Il figlio accetta di farsi curare a Caltagirone

Dopo 3 giorni, ieri pomeriggio si è conclusa la protesta di Rosario Laisa, il padre del 22 enne Carmelo, ragazzo affetto da schizofrenia. Dallo scorso giovedì, Rosario Laisa, si era incatenato in piazza della Repubblica, proprio dinanzi l’ingresso del palazzo municipale, per chiedere aiuto alle istituzioni, affinché consentissero al figlio Carmelo di curarsi e di conseguenza sottraessero il resto della famiglia (madre e 2 fratelli minori), dai ripetuti raptus di violenza del figlio maggiore. Qualche mese addietro, Rosario Laisa, fu ridotto in fin di vita dall’ennesima aggressione di suo figlio Carmelo. Grazie ad un delicato intervento chirurgico i medici salvarono gli salvarono la vita e per qualche tempo, Carmelo fu ricoverato in una struttura psichiatrica. Carmelo Laisa, ha sulle spalle delle condanne da scontare, ma la sua patologia lo rende incompatibile con il regime carcerario. Per questa ragione dovrebbe essere rinchiuso in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza). A quanto pare, però, nessuna delle 26 strutture italiane, destinate a malati psichiatrici, ha un posto per Carmelo Laisa, che la scorsa settimana, sparì per alcuni giorni dopo l’ennesimo ricovero presso una struttura psichiatrica. Di recente, Rosario Laisa, per mettere in salvo se stesso, la moglie e gli altri due figli, si era trasferito a casa della madre, ma nelle ultime ore, Carmelo, aveva preso di mira anche l’abitazione della nonna. <<Non so più cosa fare- aveva detto Rosario Laisa-. Sono disoccupato e non mi posso allontanare da casa nemmeno per guadagnare qualche euro, perché devo salvaguardare l’incolumità di mia moglie e dei miei figli>>. Il dramma della famiglia Laisa, nelle ultime ore è diventato il dramma di una intera comunità che, insieme alle istituzioni comunali (queste ultime da tempo alle prese con questa vicenda), si è stretta intorno a Rosario Laisa e alla sua famiglia. Ieri pomeriggio, la possibile svolta. Carmelo Laisa, si è detto pronto ad entrare di sua volontà in una comunità che ha sede a Caltagirone. <<Carmelo- racconta ancora visibilmente provato il papà Rosario- si è detto disposto a curarsi per il bene suo e dei suoi fratelli>>. A Valguarnera sono arrivati alcuni esperti della comunità alloggio per disabili psichici “Noema” che, insieme a Rosario Laisa e all’assessore Pierfrancesco Oliveri, hanno incontrato Carmelo. Il ragazzo da lunedì dovrebbe entrare in comunità. <<Mi auguro-dice Rosario Laisa- che, essendo un ricovero volontario, lunedì mio figlio confermi la sua volontà ed entri in comunità. Voglio ringraziare il sindaco Draià e tutta la gente che mi è stata vicina in questi difficili giorni, sperando che siano gli ultimi e che da lunedì ritorni la serenità nella mia famiglia>>.

Arcangelo Santamaria