Valguarneresi, in Romania per lavoro, bloccati da diverse settimane

Ci sono anche i valguarneresi, Rosario Nocilla e Flavio Roccazzella, tra le decine di siciliani che da diverse settimane sono bloccati in Romania, e non riescono a trovare un volo per l’Italia, a causa della sospensione, dovuta alla pandemia, dei vettori aerei. <<A nulla- dicono- sino ad ora sono servite le decine di telefonate e di email all’ambasciata italiana a Bucarest e al consolato italiano>>. Italiani che per ragioni di lavoro e per studio si trovano in Romania, e non possono fare ritorno nei rispettivi paesi di origine, si sentono abbandonati. Più giorni passano e più aumentano le difficoltà e la paura. <<Ogni giorno che passa, diminuiscono le nostre risorse economiche ed aumenta la paura>>. Drammatiche le registrazioni di alcune telefonate all’Unità di crisi, che certificano la disperazione dei nostri connazionali che da giorni rimbalzano tra una segreteria telefonica ed un sito internet senza mai avere una risposta concreta e, soprattutto, una data certa di partenza. Dalla Romania è stato sospeso ogni volo per l’Italia e allora anche dall’Unità di crisi italiana, arriva il suggerimento di cercare un volo per Bruxelles o per Francoforte che, tramite Alitalia, hanno garantito dei voli per il nostro Paese, sino al prossimo 3 aprile. Ma occorre fare i conti con i costi. <<Per rientrare in Italia- dicono i nostri connazionali- dobbiamo fare più scali e con i costi attuali dei biglietti aerei che sono incredibilmente aumentati, non possiamo permetterci di pagare più di mille euro per ritornare a casa>>. Ha dell’incredibile la risposta dell’Ambasciata italiana a Bucarest che via mail, alle difficoltà economiche palesate da chi la contatta, tra le altre cose, risponde: <<Chieda aiuto finanziario ai suoi familiari, acquisendolo tramite società tipo Western Union>>. Gli italiani bloccati in Romania hanno anche provato ad organizzarsi in proprio, in modo da essere un unico gruppo e con un vettore privato raggiungere l’Italia. Ma niente, anche questo tentativo è fallito. Tutti i tragitti anche in automobile e attraversando diversi Stati sono off-limits. In Ungheria, Slovenia e più giù in Grecia le porte, anche via terra, sono chiuse. <<Siamo rimasti intrappolati qui- e non sappiamo più a chi rivolgerci. Abbiamo bisogno di un corridoio umanitario per rientrare in Italia>>.

Arcangelo Santamaria