La Draià vince le elezioni con oltre 500 voti in meno della sua lista. L’analisi del voto a cura di Rino Caltagirone

Valguarnera – Il Comune volta pagina, a governare la città sarà un volto nuovo, Francesca Draià del PD, una donna di 32 anni che conquista per la prima volta nella storia la poltrona più prestigiosa di Palazzo di città. Una speranza ed una incognita in un certo senso, visto che è alla sua prima esperienza politica e amministrativa. Di certo, inizialmente avrà bisogno di un grosso aiuto da parte di tutti, considerate le grosse difficoltà che la attendono. I due assessori designati al momento e in attesa di altre due nomine, sono Alfonso Trovato e Concetta Greco. Il suo successo, conquistato sul filo di lana e dopo un accesissimo testa a testa, non rappresenta comunque una novità, visto che era data per favorita. I pronostici questa volta sono stati veritieri. La Draià, questi sono i dati ufficiali pubblicati questo pomeriggio, ha avuto infatti la meglio per soli 120 voti sul sindaco uscente Sebo Leanza e per 193 sull’altro sfidante Giuseppe Interlicchia, battuto già la prima volta alle primarie PD. Il neo sindaco ha ottenuto 1314 voti pari al 33,8% dei voti validi che sono stati in tutto 3855. Il dato più rilevante è che la lista del consiglio a lei collegata ha avuto 1848 voti, ovvero ben 534 in più del suo bottino personale. Sebo Leanza secondo, si è fermato a 1194 pari al 31%; la lista a 1418 ben 223 voti in più. Giuseppe Interlicchia ha fermato la sua corsa al terzo posto a 1121, pari al 29,1%, la lista a 1330 con 209 voti in più. Ultima Laura Scibona del M5S con 226 voti, al 5,8% e la lista a 265 voti ovvero 39 in più. La Draià conquista pure la maggioranza consiliare dei 10 consiglieri, mentre alla lista di Sebo Leanza, seconda in ordine di arrivo, sarà affidata l’opposizione con 5 consiglieri. Fuori corsa Giuseppe Interlicchia e Laura Scibona. Questi i consiglieri eletti con le preferenze rilevate pomeriggio. Per il PD eletti 7 uomini e 3 donne: Carlotta Castoro 363 voti, Stefano Bentivegna 300, Enrico Scozzarella 247, Pierfrancesco Oliveri 206, Roberto Draià 204, Debora Ruta 201, D’Angelo Filippa 197, Filippo Roccazzella 187, Fabio Arena 162, Carmelo Auzzino 147. Primo dei non eletti Antonio Insinga con 117. I cinque consiglieri di minoranza collegati alla lista Leanza sono 3 uomini e 2 donne: Giuseppe Profeta 266 voti, Concetta Forte 249, Giuseppe Arcuria 200, Concetta Dragà 187, Giuseppe Speranza 154. Primo dei non eletti Maria Zinno con 150 preferenze. Ed ecco i super tre candidati che hanno superato la soglia delle 300 preferenze: Carlotta Castoro 363, a pochi voti di distanza Filippa Greco con 359 e il dottor Stefano Bentivegna con voti 300. Filippa Greco presentatasi con Giuseppe Interlicchia, arrivato terzo, pur avendo tagliato questo prestigioso traguardo rimane fuori dal Consigliuo Comunale. Quello che però balza di più agli occhi è la difformità tra i voti attribuiti ai sindaci e quelli alla liste. In tutti e quattro i casi le liste hanno raccolto molti più voti rispetto ai candidati. Il divario maggiore nella lista del neo sindaco Draià 534 voti di differenza, di minore entità in quella di Leanza e Interlicchia, ininfluente nella lista del M5S della Scibona. In molti casi ci sarebbe stato infatti, un errore di voto degli elettori, che hanno tracciato solo il simbolo e non pure il nome del candidato, in altri invece, un vero e proprio voto disgiunto, in particolare nella lista del PD.

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br />Rino Caltagirone