L’analisi di Pippo Oliveri su Floristella: “L’uscita di Valguarnera può creare l’effetto domino”

Pippo Oliveri, amministratore e consigliere comunale per un lungo periodo del Comune di Valguarnera, fa una breve analisi su come nacque il Parco Minerario di Floristella e fa alcune considerazioni, sulla probabile fuoriuscita del Comune, dopo l’atto di indirizzo firmato dal sindaco Draià e del conseguente voto della sua maggioranza consiliare.

Al di là delle giustificazioni, un dato é certo, dopo tanto lavoro vi é il serio rischio che la fuori uscita del Comune di Valguarnera possa generare un effetto domino che distrugga il Parco di Floristella. Quello che è mancato ai Consiglieri Comunali di Valguarnera é la storia della nascita del Parco e il perché della sua nascita. Sono certo che se i Consiglieri Comunali la conoscevano avrebbero agito in modo diverso, ecco perché avevo chiesto il diritto di audizione in Consiglio Comunale, non per vincolare il voto ma per spiegargli come era nato il parco, sul perché era nato e quindi l’importanza per la cittadinanza di Valguarnera di restare e anzi di interessarsene un po’ di più. In quella sede è prevalsa solo la logica dei numeri, dimenticando la nostra storia, le nostre speranze di un futuro turistico. Non sempre una amministrazione giovane può conoscere il passato, ecco perché prima, quando esistevano i partiti, nel formare un amministrazione si inseriva il nuovo e il vecchio, e quando si prendevano le decisioni importanti si coinvolgeva la cittadinanza, al di là delle eventuali responsabilità, perché fare il Consigliere Comunale non significa solo prendersi il gettone e se dipendente la giornata libera, o controllare se un collega ha fatto più di tre assenze per farlo decadere, fare il Consigliere Comunale significa prendersi carico delle esigenze legittime della sua cittadinanza, indipendentemente da chi lo ha votato nelle elezioni, perché un Consigliere Comunale rappresenta prima di tutto la sua città poi il suo partito o gruppo, e se un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo giusto pensa alle prossime generazioni.

COME NACQUE L’IDEA DI UN PARCO MINERARIO
L’idea nacque a Valguarnera nel 1984, esattamente all’interno della sezione del Partito Comunista in Via Francesco Lo Sardo. Segretario della sezione era Nino Santamaria, uno degli uomini più lungimiranti che ho mai conosciuto, anche se in un periodo abbiamo avuto dei contrasti politici, poi superati, per me resta uno dei politici più validi di Valguarnera e anche oltre, quel poco che sono riuscito ad apprendere su come fare politica l’ho appreso da lui, posso dire senza essere smentito che è stato il mio unico maestro, le sue intuizioni, il prevedere sempre cosa sarebbe successo, la sua dialettica, la sua onestà, la sua moralità. In quel momento il compagno Valerio Caltagirone era Presidente della sezione Arci, io ero segretario provinciale della FGCI ovvero la sezione giovanile del Partito Comunista, il compagno che poi divenne il primo presidente del Parco, Salvatore Trapani era il presidente provinciale dell’Arci. All’epoca nei partiti si parlava e ci si incontrava almeno una volta alla settimana, in una delle tante riunioni, ci eravamo posti il problema che il sito minerario di Floristella era stato lasciato abbandonato, era preda di vandali e ladri che stavano svuotando il palazzo e i magazzini e stavano distruggendo tutto pur di rubarsi qualcosa, le mucche pascolavano indisturbate dentro il palazzo Pennisi. La sorte di Floristella sarebbe stata la sorte di Grottacalda, prima abbandonata e poi svenduta dalla Regione a qualche amico, che magari gli avrebbe fatto un uliveto. L’idea era quella di salvaguardare un polmone verde vicino Valguarnera e soprattutto utilizzarlo come volano per una prospettiva turistica che avrebbe portato beneficio alla nostra comunità, non avendo Valguarnera, visto l’esiguo territorio, altro da poter utilizzare.
Come Partito eravamo a conoscenza che le industrie manifatturiere non potevano avere un futuro certo in quanto già vi erano i primi segnali della globalizzazione. Era chiaro che Valguarnera da sola non poteva riuscire nell’impresa giudicata da molti impossibile, quindi iniziamo come partito a coinvolgere i comuni limitrofi. Devo dire che inizialmente ai comuni limitrofi la cosa non interessava, organizzammo pure una manifestazione a Valguarnera, i compagni minatori tra cui Salvatore Vicino ci aiutarono a realizzare dentro la sede dell’Arci, la scenografia, creando una galleria piena di attrezzi di lavoro. I comuni limitrofi parteciparono come sponsor, ci diedero anche un contributo economico, ma più per pressioni politiche che per reale interesse infatti neanche parteciparono, o forse ricordo male.
Il Comune di Piazza Armerina non era interessato perché come zona verde loro hanno contrada Bellia e come prospettiva turistica la Villa Romana Del Casale, che da sola potrebbe se ben utilizzata creare un grosso indotto turistico. Il Comune di Aidone non era interessato, loro come prospettiva turistica hanno Morgantina, il Comune di Enna a momenti neanche ci riceveva, la Provincia non sapeva che esisteva Floristella. Nonostante le avversità ci siamo riusciti e nel 1991 Floristella diventa Parco Minerario. La gestione ha avuto alterni momenti, da un iniziale interesse che ha ottenuto grandi risultati, vedi la parziale ristrutturazione di palazzo Pennisi, dei percorsi, eccc…. ha avuto un periodo di stasi ed è stato considerato dalla Regione e dai Comuni solo come un posto di sottopotere da assegnare di volta in volta. Di Floristella interessa solo a Valguarnera gli altri ci sono tanto per, ecco perché l’uscita di Valguarnera può creare l’effetto domino.

Analizziamo gli altri soci:

Comune di Piazza Armerina
– Il parco viene visto solo come un posto di sottopotere da utilizzare in campagna elettorale, nell’ultima fu promesso, io non ero d’accordo, ad una lista civica assieme ad un assessorato per sostenere la lista, poi vincente, nel ballottaggio. Qualche anno fa nella qualità di amministratore del Comune di Piazza Armerina ho partecipato a delle manifestazioni nel Parco Minerario in rappresentanza del Comune, mi sentivo un ospite, mentre come Valguarnerese mi sentivo a casa. In momenti di crisi, il Comune di Piazza Armerina, (ricordo che quando ero amministratore se ne parlava ora non so), stava valutando di uscire perché tanto non interessava anzi, da un punto di vista turistico poteva essere concorrente della Villa Romana del Casale.
Comune di Aidone
– Non voleva entrarci, solo grazie al compagno Sino Caristia, che era stato pure lui minatore, Aidone aderì, ma disse subito che non avrebbe mai pagato, e infatti sino a qualche anno fa, ora non so, il Comune di Aidone non ha mai versato la quota al punto che quando partecipai come rappresentante del Comune di Piazza Armerina al 1 maggio del 2014 il sindaco di Aidone il compagno e amico Enzo Lacchiana non voleva partecipare perché temeva che gli chiedessero i soldi arretrati. Per il Comune di Aidone il Parco è un problema, non solo non interessa ma non sa neanche come pagare gli arretrati quindi l’uscita può interessarli.
Comune di Enna
– Non ha mai mostrato interesse, aderì solo per pressioni politiche e perché gli garantimmo, sino a quando si poteva fare, ora non più, la presidenza.
Dalla stampa si legge che stava per uscire dal parco e comunque è interessato a uscire.
Ex Provincia Regionale di Enna
– In un momento di grande confusione sul futuro della ex provincia, i commissari che non sono dei politici legati al territorio e che non debbono dare conto delle loro azioni agli elettori, hanno solo un problema che e quello di limitare le spese pertanto uscire dal parco e non pagare più la quota potrebbe essere un obbiettivo.
Regione Siciliana
– Per la Regione e sempre un posto di sottopotere da assegnare, tanto a livello economico non cambia niente, infatti il contributo che versa la Regione non sono altro che gli stipendi dei lavoratori assegnati al Parco, lavoratori che comunque la Regione deve pagare, o sono a Floristella o vengono trasferiti alla soprintendenza o al genio civile o altrove li deve pagare, quindi se esce non risparmia niente, però se tutti i Comuni escono, non ha motivo di tenere la cosa in piedi anzi può essere la scusa per fare cassa, tra palazzo e terreni c’è un bel po’ di roba e potrebbe venderli.
L’importanza che il Comune di Valguarnera non esca dal Parco è dovuta al fatto che senza di noi il Parco muore. Io ritengo che se il problema dei Consiglieri Comunali è trovare un modo per rispondere ad una lettera della Corte dei Conti, a Valguarnera vi siamo persone in grado di rispondere alla Corte dei Conti, senza neanche l’aiuto di “consulenti esperti”, io forse sono l’ultimo della lista prima di me ne conosco almeno una ventina, se il problema è un altro, be…. ci renderemo conto. L’orgoglio, i pregiudizi, il voler per forza essere i prima, (a volte senza averne le capacità), il non voler tornare indietro, il non voler ammettere di avere sbagliato, non sempre è una prerogativa dei grandi uomini e delle grandi donne, anzi spesso è un difetto, ammettere i propri limiti, ammettere di aver sbagliato, questa è la prerogativa dei grandi. Spero che, se ne avrò, i miei nipoti possano come i miei figli, passeggiare nel Parco di Floristella, e magari io vecchio e claudicante possa loro indicare i posti e parlargli del loro bisnonno o del giorno che scoprii che il lavoro di mio padre era pericoloso, quel lunedì del 20 settembre del 1976.

Pippo Oliveri, ingegnere, figlio di minatore