Continua per tutta la settimana la petizione contro la limitazione dell’accesso agli atti

E’ iniziata domenica sera la petizione popolare per la limitazione dell’accesso agli atti del Comune votata dalla maggioranza consiliare. Petizione che continuerà nel corso della settimana e che subito dopo sarà consegnata nelle mani del Prefetto. Promotori i consiglieri di opposizione de “l’Altra Voce” e di Forza Italia nonché i rappresentanti del comitato cittadino. Dopo l’imbavagliamento di due settimane fa in pieno consiglio comunale da parte dei rappresentanti di minoranza de “L’altra Voce”, relativa alla famosa delibera 66, domenica sera il prologo con la raccolta di firme. Al manifesto col quale hanno annunciato la petizione, è stato dato un titolo abbastanza chiaro ed inequivocabile: “una battaglia per la libertà e la trasparenza”, venendo meno i valori fondanti della democrazia. La sindaca però, supportato anche dal segretario comunale, attraverso altre testate giornalistiche smentisce categoricamente e dichiara che nel deliberato in oggetto non c’è alcuna limitazione di accesso agli atti, anzi … tutt’altro e che l’opposizione al dialogo, preferisce scegliere lo scontro e la chiusura, rinunciando quasi sempre a confrontarsi su qualsiasi tema con proposte alternative o integrative. Il clima su questo e altri argomenti a Valguarnera è incandescente da tempo e alle accuse del sindaco così rispondono i suoi avversari politici: Il capogruppo de “L’Altra Voce” Giuseppe Speranza: “Sulle restrizioni all’accesso agli atti votate dalla maggioranza, mi preme sottolineare come anche altre forze politiche e sociali, come il comitato cittadino, abbiano preso consapevolezza di come viene amministrata la cosa pubblica in paese. Alle esternazioni del sindaco- continua- vorrei che ella rispondesse se col nuovo regolamento, avremmo mai potuto accedere ad alcuni atti imbarazzanti da loro predisposti, come quelle inerenti la Moschea e lo Sprar. Un’altra anomalia è poi rappresentata dal fatto che il regolamento è stato predisposto ed approvato dalla Giunta quando la competenza è e rimane di esclusività del consiglio comunale. In merito poi alle proposte mai arrivate da parte nostra, dico solo che abbiamo chiesto a più riprese la riduzione delle tasse comunali, che il piano di gestione dei rifiuti tornasse in Consiglio, di predisporre un piano di salvaguardia del centro storico, di vincolare l’Asp alla presentazione di un progetto per la ristrutturazione del poliambulatorio “S. Arena”. Tutte proposte rimaste inascoltate. Leggiamo invece, che si vuole rimettere in discussione la permanenza del Comune nell’Ente Parco Floristella. Su questi argomenti ed altri abbiamo ricevuto sempre prove di forza numeriche dalla maggioranza consiliare”. Carlo Garofalo, coordinatore dei comitati cittadini provinciali: “Riteniamo di scendere in campo perché trasparenza, accesso agli atti della Pubblica Amministrazione sono valori inconfutabili della democrazia e beni comuni da difendere. La nostra presenza- rimarca- è pure dovuta al fatto che a luglio abbiamo presentato delle richieste alla sindaca sulla casetta dell’acqua e se intende riaprirla. Sui rifiuti volevamo sapere come mai durante l’emergenza sanitaria ha preso a nolo i mezzi con un costo superiore rispetto ai precedenti noli e se a seguito dell’affidamento del servizio si prevedesse un aumento a carico degli utenti. Al suo silenzio dopo oltre 60 giorni l’abbiamo diffidata e trascorsi altri 70 giorni ancora non risponde. Per tutto ciò abbiamo presentato una diffida in prefettura e assessorato regionale nel mese di settembre, senza riscontro. Anche per queste ragioni abbiamo deciso di scendere in campo, a difesa di quanti vogliono sapere e con questo regolamento non potranno sapere”. Concetta Dragà esponente di minoranza di Forza Italia: “Un regolamento che limita le prerogative di un consigliere comunale è da ritenerlo abietto sotto tutti i punti di vista, in quanto a nostro avviso il mandato viene dato dalla cittadinanza e così facendo delegittimano la democrazia. Questo regolamento- conclude- è illegittimo anche dal punto di vista della forma, in quanto a realizzarlo è stato un organo diverso (Giunta municipale anziché consiglio comunale) per non parlare di tutti gli ostacoli contenuti all’interno come la richiesta formale, la tempistica di risposta alla richiesta formulata dal consigliere e quant’altro. Tutto ciò non fa un torto al politico in quanto tale ma a tutta Valguarnera. Era doveroso quindi mobilitarci su un tema così importante, per cercare attraverso il prosieguo di ripristinare la democrazia all’interno della nostra collettività”.

Rino Caltagirone