Poliambulatorio: Intervista alla manager dell’ ASP di Enna

“Non abbiamo sottoscritto al momento alcun contratto d’affitto con privati per collocare le branche specialistiche presenti attualmente presso uno degli immobili del Boccone del Povero”. A dichiararlo la manager dell’Asp 4 Giovanna Fidelio che abbiamo incontrato venerdì mattina presso la sede di viale Diaz. “E’ nostro intendimento –afferma- assicurare al più presto all’utenza valguarnerese una sede sicura ed accogliente dal punto di vista sanitario e della sicurezza ed è tutto allo studio dei tecnici. L’azienda- continua la manager- ha emesso l’estate scorsa un bando pubblico che è andato deserto, solo successivamente abbiamo ricevuto l’offerta di nuovi locali da privati che sono più centrali rispetto alla sede attuale. Locali che alcune settimane addietro sono stati ispezionati dal nostro ufficio tecnico, dall’Igiene Pubblica e dal servizio di Prevenzione e Sicurezza. I nostri tecnici a tale riguardo stanno elaborando un progetto che sarà pronto fra qualche giorno e prevede la modifica dei suddetti locali secondo le norme sanitarie e gli standard di sicurezza. Qualora si optasse per questa soluzione e l’accordo andasse in porto i lavori dovranno essere realizzati a spese dei proprietari”. C’è il bellissimo immobile del Sebastiano Arena che ha ospitato per decenni tutte le branche specialistiche e aspetta solo di essere ristrutturato. Perché non intervenire in tale direzione? “Abbiamo valutato con molta attenzione anche questa ipotesi ove tra l’altro, pare esistano dei vincoli da parte della soprintendenza. Dai nostri elaborati si evince però che per ristrutturare questo immobile occorre la non modica cifra di 900 mila euro, somme che al momento non abbiamo in bilancio. Il costo maggiore è rappresentato dai lavori nel piano secondo che ha bisogno tra l’altro di ascensore e scale di sicurezza.” Dottoressa, ci sarebbe il piano terra che con pochi soldi e qualche piccolo adeguamento potrebbe temporaneamente ospitare tutte le branche. Ci avete pensato a questa soluzione? “Non stiamo tralasciando nulla al caso, anche questa ipotesi è da vagliare attentamente, solo che se decidessimo per questa soluzione dovremmo spostare qualche specialistica in altri locali perché non ci andrebbero tutte. Le ipotesi in campo, come vede, sono diverse. Stiamo aspettando i dati completi per fare una quadro di comparazione. Attraverso un’attenta analisi dei costi decideremo se è più conveniente affittare locali esterni o ristrutturare il Sebastiano Arena, fermo restando che potremmo valutare come soluzione temporanea di riaprire il piano terra”. Si è parlato tanto in paese della famosa somma di 350 mila euro proveniente dalla vendita dei terreni adiacenti e che secondo la volontà di Sebastiano Arena sarebbe dovuta servire in caso di vendita, per nuovi servizi di medicina o ampliare la struttura. “ Lei sa benissimo che nessuna somma anche per nobile scopo può essere vincolata dalla Pubblica amministrazione, tranne gli stipendi che riguardano il personale ed altre spese ritenute obbligatorie perché se non impiegate ritornerebbero alla Regione. E questo è un dato inconfutabile che tutti dovrebbero sapere. Queste somme sono servite nel passato e serviranno nel futuro per assicurare dei servizi alla cittadinanza ed è quanto stiamo facendo.” Un’ultima domanda: Era proprio necessario chiudere il Sebastiano Arena quel famoso 18 aprile 2016, a seguito ispezione dei Nas che avevano dato 180 giorni per eliminare le anomalie riscontrate? “Le carenze igienico-sanitarie riscontrate dai Nas erano così gravi che non ci permettevano intervenire entro il lasso di tempo da loro prescritto. E quindi a tutela della cittadinanza abbiamo, nostro malgrado, dovuto intervenire in tal senso considerato che non si poteva fare diversamente”.

Rino Caltagirone