Poliambulatorio, l’Asp chiede la proroga del contratto d’affitto fino a dicembre 2018

Il poliambulatorio comunale potrebbe rimanere nell’attuale sede presa in locazione dall’Azienda sanitaria provinciale di Enna nel settembre del 2016, presso la casa di riposo “Il Boccone del povero”. L’Asp, infatti, ha chiesto alle suore che gestiscono “Il Boccone del povero”, una proroga del contratto d’affitto sino a dicembre del 2018. La richiesta, al momento, è alla valutazione degli Ufficio Legale della congregazione delle Suore Serve dei Poveri del Beato Giacomo Cusmano con sede a Palermo. Da qualche settimana si è saputo che l’Asp di Enna, starebbe valutando anche l’ipotesi di un trasferimento del poliambulatorio presso l’ex opificio tessile Isca sito in piazza del Popolo. Voci non confermate ufficialmente parlano di un contratto di affitto di almeno 5 anni e per una cifra mensile di circa 5 mila euro, a fronte degli attuali mille euro che l’Azienda sanitaria paga alle suore. Ma sulla valutazione della proroga dell’affitto da parte dell’Ufficio Legale delle Suore Bocconiste, guidato dall’avvocato Giuseppe Bisso, pende anche un comportamento tutto da chiarire da parte dell’Asp di Enna. <<Innanzitutto- dice l’avvocato Bisso- con l’Azienda sanitaria di Enna, dobbiamo mettere in chiaro alcuni “appunti” che tramite una mail hanno mosso nei riguardi delle suore di Valguarnera che nel 2016 affittarono un’intera ala del loro immobile – sottolinea- a sole mille euro mensili (per i primi 7 mesi l’Asp pagò solo 500 euro, mentre le altre 500, sotto forma di contributo, sono state pagate dal comune di Valguarnera), per lenire i disagi della cittadinanza e consentire il prima possibile la riapertura in paese di tutti i servizi sanitari>>. Alle suore, a quanto pare, l’Asp di Enna, rimprovera di non avere consentito l’installazione dei climatizzatori nei locali presi in affitto. <<La richiesta di installazione dei condizionatori- afferma l’avvocato Bisso- è pervenuta alle suore a luglio, un mese prima della scadenza del contratto di locazione. Oltretutto, le suore- aggiunge il legale- hanno sempre dovuto fare fronte al pagamento delle bollette di energia elettrica, acqua e metano, perchè l’Asp non ha mai effettuato la voltura dei contatori, anche se poi ha successivamente pagato i consumi fatturati ma anticipati da “Il Boccone del povero”>>. Solo pochi giorni addietro, infatti, sono state pagati i consumi delle utenze del periodo compreso tra settembre 2016 e settembre 2017. Per il coordinatore dei comitati cittadini Ennesi, Carlo Garofalo che da tempo, segue la vicenda: <<La proroga del contratto d’affitto con le suore, qualora arrivasse, sembrerebbe la scelta più logica. Entro dicembre del 2018, infatti,- dice Garofalo- si potrebbero avere speranze di una ristrutturazione anche parziale del poliambulatorio “Sebastiano Arena”. In tal modo si eviterebbero spese di locazione ben più costose e vincolanti nel tempo. Per questo- aggiunge Garofalo- occorre quantoprima esaminare le prescrizioni fatte dai Nas nel 2016; Nas che non chiesero (è giusto sottolinearlo), la chiusura della struttura sanitaria, ma segnalarono solo alcune anomalie. Urge un tavolo tecnico con l’Asp, l’assessorato regionale alla Sanità e la deputazione regionale>>.

Arcangelo Santamaria